Un grido di allarme che non può restare inascoltato. E’ quello di centinaia di aziende della provincia di Latina e del Lazio che stanno affrontando l’ennesima crisi e che non possono essere lasciate sole.

Si tratta di imprese che operano nel settore agricolo ed on particolare che si occupano della coltura del kiwi messa in ginocchio a causa di una “epidemia” che ne sta distruggendo le piante.

La moria dell’apparato radicale interessa ormai dal 15 al 30% delle superfici ed è in forte crescita e purtroppo non giungono notizie confortanti dalla ricerca scientifica finora condotta nel nord d’Italia (Veneto, Piemonte, Emilia Romagna).

“Finalmente la crisi del kiwi sbarca in Regione Lazio – spiega Angelo Tripodi – con la speranza che le istituzioni ascoltino il grido di allarme dei produttori e delle associazioni di categoria, mettendo in campo tutte le iniziative utili a salvaguardare una filiera produttiva vitale per il prodotto interno lordo e per l’agroalimentare del Lazio e d’Italia”.

Il capogruppo regionale della Lega ha richiesto un’audizione urgente, convocata per il 22 settembre, nelle commissioni agricoltura e sviluppo economico.

Il kiwi è per la provincia pontina una risorsa economica primaria con 4 milioni di quintali di frutto prodotto per un volume d’affari che, l’anno passato, ha superato i 500 milioni di euro.

”Ringrazio per l’attenzione i presidenti delle commissioni, Valerio Novelli e Marietta Tidei. Ora occorre accelerare e illustrare in quella sede, alla presenza del Ministero per le politiche agricole, le possibili soluzioni per evitare un’ecatombe del kiwi, che rappresenta non solo un’eccellenza nel mondo ma genera anche posti di lavoro tra Cisterna di Latina, simbolo del prodotto, e i Castelli Romani. Una produzione che – conclude Tripodi – per la Lega rientra fra i capisaldi delle Vetrine regionali dell’agroalimentare, inserite nel Def regionale, per mettere a sistema le pecurialità dall’entroterra al litorale, la cultura e il turismo”.