mercoledì 28 Settembre 2022

Monte San Biagio, il delitto slittò di un giorno: indagini complesse per risolvere il giallo di Don Patrizio

di Redazione – Fin da subito il delitto di “don Patrizio” Barlone è apparso come un vero e proprio giallo. L’uomo è stato ritrovato nella sua abitazione di via Roma a Monte San Biagio senza vita con mani e piedi legati e una sciarpa intorno alla testa. Un omicidio efferato e violento che subito aveva fatto pensare agli inquirenti che non poteva esserci un solo assassino. Sei, infatti, sono gli arresti cinque uomini e una donna, provenienti da Fondi, Salerno, Caserta e Napoli.

LA DINAMICA – Secondo le ricostruzioni degli investigatori, domenica 8 febbraio, mentre in paese si celebrava il santo patrono, la vittima avrebbe fatto entrare in casa una donna con la quale aveva probabilmente un appuntamento. Con lei, però, si sono presentati anche altri tre uomini che avrebbero aggredito il Barlone. L’assassinio è stato sicuramente premeditato, visto che si sarebbe dovuto compiere il sabato, ma tutto è slittato di un giorno perché don Patrizio non era in casa.

IL MOVENTE – Dai documenti ritrovati in casa della vittima, è stato certificato il giro di prestiti in cui era finito anche il mandante dell’omicidio che aveva poi “arruolato” cinque persone tutte provenienti dal napoletano.

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