lunedì 26 Settembre 2022

Milena Vukotic al Formia Film Festival: una vita dedicata al cinema

Un’icona del cinema italiano. Raffinata, elegante, soave e pacata, legatissima a suo marito. E’ impossibile non resistere al fascino d’altri tempi di Milena Vukotic. Ospite della serata conclusiva del Formia Film Festival ha ricordato commossa l’attore scomparso Paolo Villaggio. Tanta la malinconia provata per una delle pagine più belle della sua carriera. Soprattutto dopo la proiezione del film “La Voce di Fantozzi” di Mario Sesti. Ed è proprio grazie a questo suo essere stata fedele compagna di set del comico genovese che ha ricevuto un premio speciale. L’omaggio, realizzato dall’artista scultore Massimo Patroni Griffi, è stato consegnato dalla conduttrice televisiva Angela Achilli. Ma Milena Vukotic ha alle spalle una lunga gavetta. E’ nota anche per le sue interpretazioni in “Gran Bollito” di Bolognini, “Il fascino discreto della borghesia” di Luis Bunuel, per la moglie di Raffaello Mascetti in “Amici miei” di Mario Monicelli e per il ruolo di nonna Enrica nella serie televisiva “Un medico in famiglia”. Negli oltre novantacinque film a cui ha preso parte, Milena Vukotic è stata diretta da diversi registi, sia italiani che stranieri (Ettore Scola, Mario Monicelli, Federico Fellini, Carlo Verdone e Ferzan Özpetek). Ha vinto un Nastro d’Argento ed è stata più volte candidata al David di Donatello.

Qual è il ricordo più bello che ha di Paolo Villaggio?

Il ricordo più bello è stato quando è venuto a casa mia con Maura, la moglie, Federico Fellini e Giulietta Masina. Abbiamo cenato insieme ed è stato bellissimo, perché io avevo già finito di girare una decina di film che ho fatto con lui. Ci sono stati anche altri momenti di complicità durante il nostro lavoro. Un rapporto molto affettuoso e giocoso, quasi fraterno.

Quanto è cambiata la sua vita dopo il personaggio di Pina, la moglie di Fantozzi?

E’ stato un personaggio davvero arricchente per me, che rifarei altre mille volte. Fu Paolo stesso a dirmi un giorno “forse meriteresti di più” e invece io sono contentissima di aver avuto questa esperienza. Non mi ha assolutamente impedito di fare altre cose.

Che rapporto ha invece instaurato con i compagni di set della fiction “Un Medico in Famiglia”, soprattutto con Lino Banfi?

Con Lino Banfi siamo ormai una coppia. Il nostro è un legame sempre nuovo. Ogni volta che si è sul set ci si allontana dagli altri, per concentrare il tutto nel rapporto con il partner di fronte. E’ una continua scoperta, ci si incontra su piani diversi e si ingrandisce il mondo delle amicizie. Siamo in gioco con noi stessi e mai in competizione.

C’è qualcosa che rimpiange della propria carriera?

Assolutamente no. Se dovessi rinascere farei certamente l’attrice, cercando di farla con più consapevolezza.

Cosa consiglia dunque a un giovane che vuole intraprendere la strada dell’attore?

Non mi sento di dare consigli. Penso che se uno sente profondamente quello che ha voglia di fare alla fine deve persistere e continuare a lottare.

Francesca De Meo
Laureata in Letteratura, scrittura, editoria all'Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha fin da piccola coltivato il sogno di fare del giornalismo una professione seria e attenta alle dinamiche della società.

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