Aurora Livoli, la ragazza di 19 anni originaria di Monte San Biagio, morta a Milano nei giorni scorsi, potrebbe aver provato a reagire prima di essere strangolata. È una delle ipotesi su cui si concentrano gli inquirenti, mentre proseguono gli accertamenti tecnici che dovranno chiarire i passaggi decisivi della vicenda. La ricostruzione è stata riportata, in queste ore, dai colleghi di Fanpage.
L’indagato: 57 anni, origini peruviane, precedenti per violenza sessuale
L’indagine riguarda Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57enne di origini peruviane, indicato come indagato per l’omicidio della 19enne. A suo carico vengono indicati precedenti per violenza sessuale e una condanna definitiva espiata a marzo 2024.
Dal 30 dicembre l’uomo risulta detenuto per una tentata rapina ai danni di una connazionale, coetanea di Aurora, episodio avvenuto la sera del 28 dicembre alla fermata Cimiano della metropolitana di Milano.
Le immagini della metropolitana: l’incontro in banchina e l’allontanamento
Le riprese delle telecamere della stazione di metro Cimiano collocano l’incontro tra Velazco e Aurora pochi minuti dopo l’aggressione della giovane peruviana e il successivo rientro dell’uomo nella metropolitana. In banchina, i due parlano, si danno la mano e, a un certo punto, lui si inginocchia per abbracciarle le gambe. Poi si allontanano insieme.
Da Cimiano a via Paruta: il tragitto e il punto del ritrovamento
Dopo l’uscita dalla metropolitana, Aurora e l’uomo percorrono a piedi poco più di un chilometro in circa quindici minuti, fino a via Paruta. Entrano dal cancello di un condominio e raggiungono l’area dove, la mattina successiva, il 29 dicembre, la 19enne viene trovata senza vita.
Nella ricostruzione degli inquirenti, Velazco si allontana intorno all’una, per poi tornare e uscire di nuovo verso le 3. Una sequenza che, per la Procura, indicherebbe un quadro senza dubbi sulla responsabilità dell’uomo.
Gli accertamenti: difesa della vittima, rapporti tra i due e possibile violenza
Restano aperti alcuni snodi cruciali. Le verifiche in corso puntano a stabilire se Aurora conoscesse già Velazco, se sia stata violentata e se i segni repertati sul corpo e sul collo siano compatibili con una colluttazione: l’ipotesi è che la ragazza abbia lottato per difendersi prima di essere strangolata. La vicenda potrebbe inoltre rientrare, secondo la nuova norma richiamata nella ricostruzione, in un femminicidio.
Domani l’interrogatorio: attesa per le risposte di Velazco
Un passaggio atteso è l’interrogatorio fissato per domani davanti al pubblico ministero Antonio Pansa, titolare del fascicolo insieme alla responsabile del quinto dipartimento Letizia Mannella. L’audizione potrebbe contribuire a chiarire i punti ancora oscuri della morte di Aurora.





