sabato 24 Febbraio 2024
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Midal, Paolo Barberini parla in aula: “Anche io non ho ancora avuto il Tfr”

È stato interrogato per oltre due ore in aula Paolo Barberini, uno degli imputati nel processo Midal per bancarotta fraudolenta. Molti anche i ex dipendenti (costituitisi parte civile), che hanno assistito all’esame dell’unico implicato nel processo che, per il momento, ha risarcito le parti offese.

Barberini, difeso dagli avvocati Archidiacono e Coppi, ha ripercorso sostanzialmente quanto già dichiarato nell’interrogatorio di garanzia di 5 anni fa, in seguito al quale fu scarcerato. A fargli le domande il pubblico ministero Andrea D’Angeli. L’inchiesta era stata invece del sostituto procuratore Luigia Spinelli che ora si è trasferita a Roma.

Poi ha invitato gli altri imputati a risarcire le parti civili proprio come lui. Ha spiegato di essere stato in qualche modo tradito, di non sapere cosa succedesse nella società e che lui ancora non avrebbe ricevuto il tfr.  Non sarebbe stato a conoscenza, quindi, delle azioni messe in campo dalla Izzi, di cui si fidava. Era infatti entrato in azienda quando ancora c’era il padre, Antonio Izzi, che lo aveva preso sotto la sua ala. Si fidava della famiglia.

L’esame è stato molto lungo e dettagliato, per questo il presidente del collegio del tribunale di Latina ha deciso di sospenderlo e di rinviarne la conclusione al prossimo 25 giugno.

In totale Barberini ha messo a disposizione 345.752 euro per i 59 ex lavoratori costituitisi parte civile e assistiti dagli avvocati Valentina Macor, Luigi Di Mambro e Guglielmo Raso.

Silvia Colasanti
Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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