sabato 28 Gennaio 2023

Metro leggera, Zaccheo accusa: “Le carrozze ordinate da Nardone, rinunciare al progetto è follia”

di Eleonora Spagnolo – Il Tg5 ha mandato in onda un servizio sulla mancata realizzazione della metro leggera di Latina. Quel progetto fu avviato sotto l’amministrazione di Vincenzo Zaccheo. Proprio l’ex sindaco di Latina ha voluto commentare la notizia trasmessa sul telegiornale nazionale, rivendicando con fierezza la paternità del progetto.

“È un palese tentativo della stessa emittente di Striscia la Notizia di voler demolire un progetto condiviso dai Governi Prodi e Berlusconi e approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale. Non sono a conoscenza della verità dei fatti”, questo il primo commento di Zaccheo. E parte a raccontare la sua verità. Innanzitutto, i sette vagoni che giacciono abbandonati in un deposito francese: “Non li ho ordinati io ma il commissario Nardone. Se fossi stato sindaco non avrei mai ordinato le carrozze prima di aprire i cantieri”, spiega.

Nel servizio del Tg5 sia Massimo De Simone di Metrobugia sia il cronista sostenevano che se anche l’opera fosse stata realizzata non si potevano sostenere i costi gestionali. “Un po’ come comprare una Ferrari e non avere i soldi per la benzina”, veniva spiegato. Zaccheo non è d’accordo. I soldi per la gestione c’erano, sarebbero arrivati dal Ministero. “Su un quesito posto al Ministero delle infrastrutture, mi fu risposto che in base al federalismo fiscale sarebbero state erogate somme alle regioni che dovevano essere devolute ai comuni che avevano progettato tale opera”, dice l’ex Sindaco. E per Zaccheo quei fondi possono essere ancora richiesti.

“Non è un’opera che il Sindaco ha approvato in Giunta – ribadisce – è un’opera che il Consiglio Comunale all’unanimità ha chiesto di realizzare, hanno quantificato lotti funzionali, le somme che il sindaco doveva reperire come parte pubblica e che io ho reperito attraverso il Cipe, poi la parte privata sarebbe andata in appalto”. Infine, Zaccheo ipotizza conseguenze per i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione che prima approvarono il progetto della metro leggera e poi se ne dimenticarono. “Pensavano di penalizzare il sottoscritto, ma hanno penalizzato la città di Latina – dice – ma fu approvata all’unanimità, e la Corte dei Conti ne chiederà spiegazioni”. E ancora: “Un Comune che ha 90 milioni di fondi pubblici a fondo perduto per un’opera voluta all’unanimità ora non può dire ‘Non va più bene, paghiamo la penale da 40 milioni’. È follia”, sentenzia Zaccheo.

Ma la situazione si può sbloccare. Come? “Con buona volontà e capacità da parte dell’amministrazione – conclude Zaccheo – La metro leggera è ancora un progetto condivisibile e che ha la possibilità di essere sviluppato in un ragionamento importante per la città di Latina”.

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