di Redazione – Il mercato immobiliare è in fase di stallo, complice la crisi del credito e le tasse sulla casa. Forse sono queste le ragioni che spiegano come stia tornando di moda la formula del “rent to buy” per la vendita degli immobili. Si tratta del cosiddetto “affitto con riscatto”, un sistema popolare negli anni ’60 e ’70 che ha consentito a molte famiglie intestatarie di alloggi popolari di poter comprare la casa in cui vivevano. Ora questa formula, modificata e adattata ai tempi, sta tornando anche su Latina. Ne spiega il funzionamento il presidente delle Fiaip, Santino Nardi. “Il primo passo è la stipula di un contratto in cui il proprietario permette all’inquilino l’acquisto dell’immobile dopo un numero prefissato di anni, di solito tre o quattro, e ad un prezzo prefissato. L’inquilino verserà una cifra iniziale a titolo di acconto, quota che mediamente si aggira sul 5-6%, e s’impegnerà a pagare nei mesi successivi un normale canone d’affitto, aggiungendo una quota a titolo di accantonamento del capitale che andrà progressivamente a ridurre il prezzo di vendita dell’immobile. Al termine del periodo concordato, quindi, si procederà con il rogito e il passaggio ufficiale della proprietà della casa”. Rispetto a quanto avveniva nell’edilizia popolare, ora i tempi per il riscatto sono molto più brevi. “Nella nostra provincia – aggiunge Nardi – si cominciano a chiudere parecchie trattative secondo queste modalità, e le previsioni più accreditate prevedono di qui a pochi anni come il rent to buy possa arrivare a coprire agevolmente una fetta superiore al 10% delle transazioni immobiliari concluse con successo”.
Di certo è un ottimo strumento in periodi come quello attuale dove le banche faticano a concedere i mutui. Il compratore ha il vantaggio di avere il diritto di prelazione sulla casa che occupa, rispetto a un accordo già preso con il proprietario dell’immobile. Il rischio principale è dovuto al fatto che l’affittuario non ha nessuna garanzia di avere indietro l’anticipo e le quote accantonate se l’acquisto salta. “La formula ‘rent to buy – conclude Nardi – può rappresentare un compromesso che, se permette a chi compra di allungare i tempi per l’ottenimento del mutuo, consente anche a chi vende di cominciare a percepire reddito dall’immobile”. Tuttavia la Fiaip consiglia di affidarsi a dei professionisti prima di stipulare contratti simili, in modo da avere approfondimenti ed evitare soprattutto di incorrere in problemi con il fisco.





