Le città, a partire da Latina, sono deserte.

Le persone hanno capito che restare a casa in una fase tanto delicata è la decisione migliore per se stessi, per gli altri, per evitare che aumenti i contagi.

In queste ore convulse ci concentriamo sui casi di persone contagiate, sui numeri, sui timori e sulle psicosi.

Ma c’è un “popolo silenzioso” che ogni giorno è in trincea senza clamore, lavorando a testa bassa ogni istante, tra mille sacrifici, ferie e riposi cancellati per dare a ciascuno di noi assistenza.

Sono tutti quei medici, infermieri, tecnici, operatori socio sanitari, addetti alle pulizie che operano negli ospedali della provincia di Latina e in Italia.

Che in un momento di emergenza non sono esenti dalla paura ma che hanno posto il dovere sopra ogni altra cosa.

Lo stanno facendo nelle stesse condizioni in cui la sanità del Lazio e del territorio è costretta a vivere da anni.

Tra posti letto insufficienti, dispositivi di protezione personale ridotti all’osso, tra personale sottodimensionato e strutture chiuse, ma con la stessa dedizione, professionalità e passione che li rende i nostri eroi.

Eroi non per retorica ma perchè quando si salvano non una ma decine di vite, quando si ha la forza, nonostante la stanchezza legata a turni massacranti, di donare un sorriso a chi sta soffrendo trovando anche una parola di conforto per familiari nel panico, si può essere definiti solo eroi.

E’ anche, e soprattutto, per loro che dobbiamo rispettare le misure restrittive emanate dal Governo, dalla Regione Lazio.

E’ anche e soprattutto per questo che quanto sta accadendo dovrebbe rappresentare un monito per chi ci governa e governa un settore tanto importante come la sanità che si è fatto trovare impreparato a gestire un’emergenza di tale portata.

E’ anche e soprattutto per questo che domani, quando questa emergenza passerà, perchè passerà, non si deve dimenticare che i tagli nella sanità devono, non a parole ma nei fatti, essere sostituite da azioni concrete mirate alla valorizzazione delle risorse umane e professionali, al miglioramento delle strutture.

A loro, nessuno escluso, il nostro grazie ieri, oggi e domani.