La denuncia dell’immobilismo nei confronti degli atti di violenza nei confronti di medici ed infermieri era stata effettuata solo qualche giorno fa da Loreto Capuano, responsabile provinciale della sanità per Fratelli d’Italia in provincia di Latina.

La situazione che il personale sanitario è costretto a vivere nei pronto soccorso e nella guardia medica è diventata insostenibile.

Violenze e minacce sono all’ordine del giorno.

La tranquillità degli operatori che già si destreggiano tra mille difficoltà è negata quotidianamente.

Intervenire non è più rinviabile.

Fratelli d’Italia ha quindi fatto quadrato.

Nicola Calandrini ha presentato una interrogazione urgente al ministro Giulia Grillo affinché intervenga per scongiurare il ripetersi di altri simili episodi di violenza.

A poche ore dall’aggressione avvenuta al Santa Maria Goretti di Latina, infatti, se ne è verificata un’altra all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi.

“Alla luce del Protocollo ministeriale del 2005 – spiega Calandrini – sarebbe importante conoscere se il ministero abbia attivato le procedure per individuare le cause che hanno contribuito al verificarsi dei gravi episodi, e quali misure sono state prese per evitare il ripetersi di altri casi simili”.

Il presidio di pubblica sicurezza dell’ospedale di Latina evidenzia, infatti, diverse criticità dovute al suo trasferimento dall’interno dei locali del pronto soccorso all’entrata dell’ospedale.

I nodi da sciogliere erano e restano tantissimi.

C’è il problema legato agli spazi, inadeguati al flusso di utenti che, anche in assenza di una adeguata assistenza territoriale, si riversano nei pronto soccorso.

Ci sono i turni estenuanti a cui il personale è sottoposto.

Ed esiste un problema ormai strutturale legato alla totale mancanza di sicurezza negli ospedali.

“E’ fondamentale sapere se esista un presidio costante delle forze dell’ordine che nel corso dell’intera giornata garantisca adeguata tutela dell’incolumità dei lavoratori e dei malati e anche quante siano le unità di personale in servizio. È inaccettabile, infatti, che un luogo che dovrebbe prestare cure ad ammalati e alleviarne le sofferenze, possa diventare – conclude Calandrini – terra di nessuno e di violenza gratuita”.