mercoledì 8 Febbraio 2023

Maxi rissa davanti ad un bar di Priverno: cinque denunciati e sei Daspo urbani

Il Questore di Latina ha emesso sei DASPO Urbani nei confronti di due cittadini di nazionalità italiana, due di nazionalità egiziana e due di origine albanese, resisi responsabili di aver partecipato ad una violenta rissa a Priverno. Il maxi scontro, nel quale sarebbero rimaste coinvolte circa 20 persone, si è verificato davanti ad un bar situato nel centro di Priverno. Il bilancio finale è di due persone ferite con arma da taglio.

Le indagini svolte dai militari del luogo, consentivano l’identificazione e la denuncia in stato di libertà alla competente A.G. dei partecipanti alla rissa; quindi la proposta al Questore di Latina di applicare la misura di prevenzione nei confronti degli autori.

“Proprio per arginare i sempre più frequenti casi di violenza nei luoghi di aggregazione – scrivono dalla Questura di Latina – vengono azionati tutti gli strumenti già utilizzati contro gli ultrà in ambito sportivo, come appunto quello di impedire a giovani che si rendono autori di violenze in zone con numerosi locali pubblici e ad alta frequentazione, di stazionare nelle vicinanze dei locali pubblici per un periodo da sei mesi a tre anni, in analogia appunto per i soggetti colpiti dal DASPO sportivo”.

I sei uomini destinatari del provvedimento di DASPO Urbano, hanno un’età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed abitano a Priverno. Per tali fatti, i cinque erano sono stati denunciati in stato di libertà, dalla Stazione Carabinieri di Priverno (LT) alla competente Autorità Giudiziaria, per il reato di rissa e lesioni aggravate.

“Scatta così il divieto, per il periodo loro imposto, di frequentare locali pubblici o aperti al pubblico destinati alla somministrazione di alimenti e/o bevande quali pub, taverne, bar e ristoranti nonché locali di pubblico intrattenimento quali discoteche, locali notturni, locali da ballo, ed affini ricadenti nell’area del centro urbano del Comune di Priverno (LT). In caso di violazione i destinatari rischiano la reclusione da 6 mesi a 2 anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro”.

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