mercoledì 5 Ottobre 2022

Maxi evasione Iva con vendita veicoli, 1 arresto e 2 misure cautelari

Riciclaggio ed evasione delle imposte nell’ambito di una maxi-frode all’Iva nella commercializzazione di veicoli industriali. Con queste accuse un uomo è finito ai domiciliari, uno dovrà rispettare l’obbligo di dimora e una terza persona è stata interdetta dall’esercizio di attività commerciali.

Sono stati i finanzieri di Latina ad eseguire, questa mattina, l’ordinanza di misura cautelare del giudice di Cassino, su richiesta della locale Procura, nell’ambito dell’operazione “Easy Rider“.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Roberto Bulgarini Nomi, sono state effettuate mediante l’analisi di movimentazioni bancarie, intercettazioni telefoniche, acquisizioni documentali sul territorio nazionale ed in Paesi esteri (Spagna e Germania).

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Formia hanno accertato che un uomo di Gaeta, attraverso alcune società a lui riconducibili ma intestate a prestanome, con sedi legali fittizie situate a Milano e Roma, aveva messo in atto il classico meccanismo della “frode carosello”: acquisto di autoveicoli nuovi in ambito comunitario in sospensione di Iva e successiva vendita in Italia con applicazione dell’imposta, senza però che la stessa venisse versata all’Erario.

Le società utilizzate per attuare la frode, non hanno mai istituito la contabilità, né presentato alcuna dichiarazione fiscale e conseguentemente mai versato le imposte, risultando a tutti gli effetti sconosciute al Fisco. Ammonta a circa 20 milioni di euro il valore dei veicoli commercializzati senza versare l’I.V.A., mentre è stato quantificato in oltre 4 milioni e mezzo il mancato introito per l’Erario. Il meccanismo consentiva di vendere gli automezzi a prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli di mercato, alterando così la normale concorrenza del settore.

I proventi illecitamente accumulati venivano sistematicamente ed abilmente riciclati dal dominus della frode grazie all’opera del coniuge, risultata intestataria di conti correnti e società create ad hoc, nonché di un commercialista di Milano.

Il provvedimento è un ulteriore tassello di un’indagine avviata dalla Guardia di Finanza nel 2019, tra le province di Latina e Milano. Nel corso degli accertamenti sono già stati sequestrati beni beni per quasi 2 milioni di euro riconducibili ai tre indagati, ma anche autoveicoli e motoveicoli di lusso, beni immobili, tra i quali un appartamento di pregio nel centro di Milano e una villa in zona panoramica di Gaeta.

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