giovedì 13 Giugno 2024
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Mauro Carturan, bisogna saper perdere

di Francesco Miscioscia – Conosco Mauro Carturan da quando indossavamo i pantaloni corti. Entrambi ginnasiali e con scarsa attitudine allo studio. Poi le cose sono cambiate e abbiamo intrapreso strade diverse. Durante gli studi, ho frequentato spesso la sua casa-podere. Ho dei ricordi indelebili delle tante ore trascorse a studiare, ma anche a giocare come facevano i ragazzi di quell’età e di quella generazione. Sin da quegli anni si è sempre dedicato alla politica frequentando la sezione della Democrazia Cristiana di Cisterna e occupandosi delle aree di sua competenza e di maggiore conoscenza per lui: il settore agricolo.

Nel 1980 ha iniziato il suo percorso nell’attività socio-politico diventando già nel 1990 consigliere comunale di Cisterna di Latina. Nella sua lunga attività politica e sindacale ha ricoperto diversi ruoli nell’ambito della Coldiretti di Cisterna, come presidente, e nell’Associazione Zootecnica Regionale, grazie alla presidenza ricoperta nella Cooperativa Latte Cisternino.

Il resto è storia.

Mi piace raccontare alcuni aneddoti di Mauro fuori della politica. Uomo generoso e forte nel carattere, tanto da aver dovuto affrontare prove di vita non sempre indolori. Ha scaltrezza, ma di quella intelligente, tanto da imporsi in ogni occasione per il suo atteggiamento burbero, e anche fastidioso, per il tono della voce troppo alto. E’ così che lui sa dare sfogo alla sua forza, senza far male a nessuno: perché in fondo è un buono.

Ho appreso da un comunicato stampa, pubblicato sul suo profilo di Facebook, l’abbandono dalla vita politica e pubblica. Non ha saputo reggere la botta della sconfitta, perché gli è stato insegnato che essere sconfitti è un segno di debolezza. Al tempo del liceo scrivevamo entrambi per il Pontin Sportivo, vera espressione di giornalismo dilettantistico, con la convinzione che tale fosse. Dicevo del Pontin Sportivo: la domenica era una corsa frenetica a chi scrivesse più articoli per superare l’altro. Vinceva sempre lui. Ha sempre amato la competizione, è stata la sua cura, la droga che gli ha permesso di vivere con obiettivi sempre maggiori. Amava, e ama, la buona cucina, i dolci e tutto ciò che allieta il palato. Ho conosciuto Mauro che pesava 90 chili, oggi non so. Era estate, eravamo a casa sua io e altri amici di scuola, all’ora della merenda Mauro ha preso un’anguria spaccata in due e l’ha mangiata con il cucchiaio e il pane. Questo è Mauro: acqua, pane e fantasia.

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