Maturità 2019 all’insegna della messa al bando di infradito, pantaloncini corti e, soprattutto, cellulari.

Sono queste le raccomandazioni che il ministro dell’istruzione Marco bussetti ha rivolto agli studenti che si accingono ad affrontare l’esame di maturità.

Le dichiarazioni arrivano nel corso della trasmissione di Geppi Cucciari su Radio 1.

Il ministro ha inoltre precisato che è “assolutamente vietato portare i telefoni con sé, se si viene sorpresi con uno smartphone, si viene espulsi”.

E per evitare che i ragazzi possano in qualunque modo accedere a Internet, tutte le scuole verranno isolate dalla rete.

Quello che sorprende è che una norma di buonsenso debba essere oggetto di raccomandazione.

La scuola non è la spiaggia, non è un centro ricreativo.

E’ il luogo deputato alla formazione, istruzione e crescita, non solo culturale, delle nuove generazioni.

E’ un’istituzione e come tale merita rispetto nella forma e nella sostanza.

Ordine e disciplina, rigore e rispetto sono gli elementi che dovrebbero contraddistinguere il rapporto tra i giovani, e le loro famiglie, con i professori, i presidi e la scuola in tutte le sue coniugazioni.

Credo che sia umiliante doversi sentir dire, ma condivido in pieno la decisione del ministro Bussetti nel farlo, come vestirsi e comportarsi.

Perchè significa che abbiamo perso di vista alcuni principi e valori fondamentali nella nostra società.

Che non siamo in grado di gestire la libertà che abbiamo, a fatica, conquistato trasformandola in degenerazione.

Andare con pantaloncini corti e infradito, minigonne ascellari e top striminziti tra i banchi di scuola, ma anche all’università, non fa figo o alternativo fa fuori luogo.

E non significa essere bacchettoni ma avere il senso della misura e del rispetto.

Gli stessi che dovrebbero arrivare prima di tutto dalle famiglie.

Se un genitore vede il proprio figlio andare a scuola vestito come se dovesse recarsi in discoteca dovrebbe intervenire.

Dovrebbe fare quello che i nostri genitori hanno fatto con noi e nessuno mi sembra sia cresciuto con chissà quale deviazione o patologia psicologica da caserma.