Cresciuto nella nostra regione, dove è nato nel 1992, l’estremo difensore del Genoa è tornato a casa dopo la breve esperienza con la Juventus.

Giocavo in cortile ed ero il più piccolo. Insomma, ogni volta che mi arrivava la palla, la fermavo con le mani e poi la calciavo. Mi dissero: tanto vale che stai in porta“. Con queste parole Mattia Perin ha raccontato i suoi inizi nel mondo del calcio. Giocava nella Scuola Calcio Nuovo Latina Isonzo, aveva 5-6 anni: “Quando entrai nella scuola calcio del Latina chiarii subito che avrei voluto fare il portiere. Risposero: accomodati, tanto quel ruolo non lo vuole nessuno“.

Mattia Perin è nato qui nel novembre del 1992, ma il cognome tradisce la provenienza nordica: i nonni paterni sono emigrati da Vittorio Veneto e Conegliano, mentre quelli materni venivano da Vicenza. I primi anni col Latina, poi, a nemmeno 13 anni, la chiamata della Pistoiese, dove viene notato dagli osservatori del Genoa.

Nel 2008 finisce nel vivaio del Grifone e inizia a sorprendere tutti: vince un Campionato Primavera e una Supercoppa, fino a esordire, a 18 anni, all’ultima giornata di campionato 2010-2011, contro il Cesena.

In Liguria scatta subito l’amore ma serve farsi le ossa: viene mandato prima a Padova e poi a Pescara, a mettere esperienza nelle mani. Poi nel 2013 il ritorno: la maglia rossoblù la indosserà come una seconda pelle per 5 anni. In mezzo c’è la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, un infortunio che si porterà dietro per molto tempo.

Nel 2018 arriva la grande chiamata: la Juventus. Ma qualcosa non scatta: panchine, infortuni, il passaggio saltato al Benfica. E infine il ritorno a casa, a Genoa. Dove sta guidando la rivolta per la salvezza.

Niente alibi! Si lavora non come prima, ma più di prima!!” ha scritto sui social network. Da quando Perin è tornato a Genova in otto partite per tre volte è uscito imbattuto. Serve anche questo per restare in Serie A. I bookmakers mettono in lavagna la quota retrocessione del Genoa a 2.75, meno dei cugini della Sampdoria, quotati a 3.50, e di Udinese e Torino, entrambi a 6.50. Piazzamenti bassissimi per la retrocessione della Spal (a 1.05) e del Brescia (a 1.12), mentre la salvezza del Lecce di Fabio Liverani si gioca a 1.75.

Per raggiungere questa salvezza serve grinta, forza, impegno. Quello che sta mettendo Perin, che per celebrare il suo ritorno al Genoa aveva scritto così su Instagram: “Il sapore della sfida, il senso di appartenenza, l’amore per la città, la maglia con cui ho esordito in Serie A, la storia che si respira a Pegli, gli allenatori e le persone che mi hanno visto crescere, l’energia che ti trasmette la Gradinata alle spalle. Questo è quello che mi ha spinto ad accettare questa sfida”. E poi parole d’amore: “Torno da te Genoa per riconoscenza, perché dobbiamo esserci utili a vicenda, perché le sfide non mi hanno mai fatto paura e perché sento di dover ridare indietro qualcosa a te e alla tua gente. Mimmo, Stefano, Goran, Davide sono pronto a offrire il mio contributo!”.

A maggio si vedrà se è bastato. E se la storia d’amore tra Perin e Genoa potrà continuare.