venerdì 27 Gennaio 2023

Matera ringrazia la politica lobbista del renziano Pittella

di Francesco Miscioscia – Nel 2019 Matera sarà la capitale europea della cultura. La città della Basilicata ha sbaragliato la concorrenza di altri cinque centri italiani: Cagliari, Perugia-Assisi, Siena, Lecce e Ravenna.

Un riconoscimento che inorgoglisce i lucani e rilancia l’immagine del Mezzogiorno. Merito del successo è senza dubbio dello spettacolo mozzafiato del borgo e dei Sassi. Ma un ruolo forse ancor più rilevante è stato giocato dalla politica. E se si pensa alla politica europea e alla Basilicata, l’accostamento porta diritto al nome di Gianni Pittella.

Vicepresidente del Parlamento europeo, radicatissimo nell’Italia meridionale e in quella sua Basilicata che gli tributa un plebiscito ad ogni chiamata alle urne. Alle ultime elezioni è stato il primo eletto del PD nella circoscrizione meridionale, riuscendo a superare anche la capolista democratica Pina Picierno.

Pittella a Strasburgo è un’istituzione, diventato famoso dopo un videomessaggio in una improbabile lingua inglese che è diventato virale in rete e per la votazione record guidata in Aula all’ora di pranzo. Al di là del folklore di un personaggio sicuramente sopra le righe, Gianni Pittella rappresenta in pieno la figura del politico lobbista, in grado di far valere in Europa le ragioni del suo territorio. La proclamazione di Matera capitale europea della cultura è frutto della sua attività relazionale.

Dopo aver sfidato Renzi alle primarie del partito è diventato renziano, appoggiando il “rottamatore” al secondo turno. Pittella ci aveva visto lungo, dato che sta ottenendo oggi la ricompensa politica per quella scelta che alla fine è risultata vincente.

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