domenica 7 Agosto 2022

Illeciti lungo le coste: il Lazio sesta regione per reati in Italia dopo le cinque a infiltrazione mafiosa

E’ stato presentato da Legambiente il dossier Mare Monstrum, che fotografa la situazione delle violazioni alle leggi che tutelano mari e coste.

In senso assoluto, nel 2021 55.020 i reati contestati a livello nazionale, un illecito ogni 133,3 metri. 24.900 le sanzioni, 20.485 le persone arrestate o denunciate.

Con 4.565 illeciti penali e amministrativi, il ​Lazio è la sesta peggior regione nel 2021, con una media di 12,6 reati per ogni km di costa… Sono 1.779 le persone denunciate, 2.913 le  sanzioni e 689 i sequestri. Nella classifica per tipologia di reati il Lazio è sesto per abusivismo edilizio con 2.178 reati, nono per la pesca abusiva con 611 illeciti e seconda per maladepurazione con 1.709 illeciti.

“Con il dossier Mare Monstrum torniamo a denunciare l’enorme numero di illegalità commesse lungo le coste, con cemento illegale, pesca abusiva e maladepurazione nel nostro territorio – dice Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e purtroppo il Lazio continua ad essere la peggior regione dopo le cinque a tradizionale presenza mafiosa, in questa poco ambita classifica. In particolare spicca come scarichi illeciti e mancata depurazione possano mettere a dura prova la qualità del nostro mare; in tal senso c’è da rafforzare la rete di tutela, salvaguardia e denuncia degli ecoreati contro il mare, ma anche gli strumenti positivi che si possono e si devono continuare a mettere in campo così come si sta facendo in questi anni, a partire dalla costruzione e realizzazione di percorsi di contratto di fiume. Siamo di fronte – conclude Scacchi – a un’aggressione continua contro il litorale che avviene peraltro, anche contro ogni logica di adattamento del territorio al clima che cambia, e che deve portare invece ad allentare la morsa del cemento per garantire sicurezza alle persone, tutela della biodiversità e resilienza dei territori costieri”.

Con particolare riferimento alla provincia di Latina, il dossier cita il caso di Terracina, dove la Guardia costiera, nel 2019, ha sequestrato gli atti del Comune relativi ad alcune concessioni demaniali e, in seguito, numerosi impianti turistici e strutture da diporto realizzate sul demanio. “Da quel momento – si legge – è partita una fitta stagione di controlli che ha portato a scoprire una diffusa rete di illegalità nell’ambito delle concessioni balneari. A maggio, la Guardia di finanza di Gaeta ha messo i sigilli a due palazzine in costruzione su un’area di circa 5mila metri quadrati. L’attività investigativa ha permesso di verificare che era stato costruito il doppio delle volumetrie autorizzate, i tre piani fuori terra previsti erano miracolosamente diventati sette, per un totale di 64 appartamenti dal valore complessivo stimato di 16 milioni di euro”.

E ancora: “E’ di novembre del 2021 la pronuncia dei Consiglio di Stato che, dopo ben 14 anni dall’ordinanza di demolizione emessa dal Comune, ha sancito l’illegalità di alcune edificazioni all’interno di una delle case di villeggiatura che costellano le dune sulla magnifica spiaggia di Sabaudia – riporta il dossier – A villa Fendi, di proprietà di un figlio della nota stilista di moda, si dovranno dunque abbattere i manufatti abusivi realizzati senza permesso. Nel 2020 era salita agli onori della cronaca un’altra casa, quella del presidente del Coni, Giovanni Malagò, a cui il Tar del Lazio aveva respinto gli otto ricorsi, uno per ogni abuso non condonato dal Comune, presentati dal proprietario”.

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