Marco Bogarelli, con Infront è l’uomo più potente del calcio italiano

di Francesco Miscioscia – Il calcio, si sa, è diventato un business, una questione di affari. E chi fa girare denaro, chi consente i club di far cassa, soprattutto in un periodo di crisi, ha un notevole controllo della macchina. Ecco dunque che Marco Bogarelli, entrato nel mondo del pallone in punta di piedi nel 2008, è oggi uno degli uomini più potente dell’intero sistema.

La Infront, società di consulenza di cui Bogarelli è presidente, si pone appunto al centro di una lobby che rappresenta il potere nel calcio italiano, controllando marchi, stadi, squadra.

Basta considerare che la società, introdotta nel sistema-calcio da Antonio Matarrese, oggi contribuisce a portare alle 20 squadre di Serie A 1,1 miliardi di euro sui 2,3 miliardi di entrate totali, suddivisi in 987 milioni provenienti dai diritti tv e 150 da marketing e sponsorship.

Dietro Infront ci sarebbero alcuni presidenti di A, come Lotito e Cellino, e di B (Matarrese era alla guida del Bari fino a qualche tempo fa). Più che i soldi un ruolo determinante lo hanno giocato le relazioni. Si è puntato ad assorbire prima le cosiddette piccole, mentre le grandi, tra cui Roma e Juventus, non hanno saputo trovare le contromisure. Nessuno infatti aveva immaginato tale scalata da parte della premiata ditta Bogarelli.

Galliani, astuto braccio destro di Berlusconi, ha tenuto il Milan con il classico piede in due scarpe. La frangia Cellino-Lotito ha indirizzato tutte le decisioni più importanti della Lega, anche quella sui diritti TV. Sky, infatti, nonostante una offerta di molto superiore a quella di Mediaset, ha dovuto sedersi al tavolo con i vertici del Sistema e accettare determinate condizioni.

Repubblica riporta le parole di un informatore anonimo all’interno della Lega, che spiega il trucco. “Infront negli anni ha comprato i diritti commerciali delle società che non riescono a vendere gli spazi commerciali dentro i propri stadi, sovrastimandone sistematicamente di qualche milione il valore. La cifra pagata in eccesso è il prezzo pagato per il voto in lega del presidente del club”.

Ultimo capitolo della storia è stato l’elezione del presidente della Figc. Tavecchio, uomo di Infront e Lotito godono del supporto delle piccole e del Milan, contro di lui Juventus e Roma. Questi ultimi due club avevano chiesto, con una lettera, di ritirare la candidatura, sia a Tavecchio che ad Albertini. Firmatari anche Cagliari, Cesena, Empoli, Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo e Torino.

Serviva una mediazione per riportare l’acqua al mulino dell’attuale presidente, che è comunque stato eletto nonostante le gaffe, le sanzioni e un’opinione pubblica contraria. Come riporta sempre Repubblica è stato Lotito ad incaricarsi di rimediare. Il patron della Lazio ha contattato il Cesena, che a metà luglio aveva siglato un accordo con Bogarelli, con 520mila euro ai romagnoli come anticipi per diritti di prelazione, e la Sampdoria, anche essa cliente di Bogarelli. Il finale già lo si conosce.

Da Marketicando

CORRELATI

spot_img
spot_img