martedì 31 Gennaio 2023

Mafia ed estorsioni, i “protettori” di Iannotta tra pranzi in villa e il supporto del colonnello dei carabinieri

Un sistema collaudato che si muoveva sulle teste e le gambe delle persone che avevano deciso di farne parte.

Un dominus, l‘imprenditore di Terracina, Luciano Iannotta, che aveva tessuto una vera e propria tela di Penelope che costruiva e smontava a suo piacimento piegandola ai propri interessi.

Un sistema di cui facevano parte esponenti della pubblica amministrazione e dei carabinieri ma anche della criminalità organizzata. Le indagini e le intercettazioni telefoniche hanno avvalorato tali ipotesi.

“Mi devono far sapere, mi ha detto settimana prossima i nostri protettori stanno da noi (…) Io voglio farteli conoscere perché secondo me se è vero quel… il livello di questa gente… cioè a noi ci possono far comodo di brutto… pure a te eh?”.

Con queste parole l’imprenditore Luciano Iannotta, arrestato nell’ambito dell’operazione della direzione distrettuale antimafia di Roma condotta dalla squadra mobile di Latina, parlava al telefono con il colonnello dell’Arma dei carabinieri, Alessandro Sessa, finito ai domiciliari.

”Lo spessore criminale di Iannotta – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – si desume anche dalla sua capacità di piegare a suo favore anche appartenenti all’Agenzia di informazioni per la sicurezza interna”.

In base a quanto emerso dalle indagini, inoltre, nell’ordinanza si legge che il nominativo ”Stefano Ricci veniva interrogato agli archivi Sdi tra il 6 e 7 giugno 2018 da appartenenti all’Aisi, del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza alle dirette dipendenze del presidente del consiglio dei ministri e dallo stesso servizio interforze Ced di Ps (che ha fornito alla squadra mobile l’elenco delle interrogazioni effettuate a carico dei nominativi coinvolti) mediante profili utenti cui ovviamente non è possibile attribuire identità”.

”D’altronde i rapporti fra l’indagato, i servizi di sicurezza ed infedeli appartenenti alle forze dell’ordine emergono anche dalle risultanze di un servizio di osservazione effettuato il 21 maggio 2018 in occasione di un pranzo che Iannotta organizzò nella sua villa e a cui partecipano anche due appartenenti ai servizi di sicurezza rimasti ignoti”.

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