sabato 26 Novembre 2022

Animali abbandonati in una azienda agricola di Maenza. Nominato l’amministratore

Il tribunale di Latina, con un decreto di venerdì scorso, ha finalmente provveduto alla nomina di un ‘amministratore giudiziario’ dell’allevamento di bufalini e bovini che insiste in località Casali, a Maenza.

Come si ricorderà, la struttura era stata posta sotto sequestro lo scorso 21 settembre. In seguito alla denuncia di una cittadina, il tribunale aveva disposto un sopralluogo presso la struttura al quale hanno partecipato un medico della Asl di Latina, i carabinieri forestali ed il sindaco del comune lepino Claudio Sperduti. La situazione rinvenuta all’interno della struttura era terribile. Circa 200 tra bufale e bovini sono stati ritrovati in situazione di totale denutrimento. Alcuni addirittura morti ed abbandonati in giro.

Una situazione che ha portato al sequestro della struttura ed all’apertura di un procedimento che quindi, a distanza di più di una settimana, ha visto il suo epilogo con la nomina di un ‘amministratore’.

In questo lasso di tempo, però, gli animali sono stati a totale carico del comune di Maenza. Oltre all’acquisto del foraggio, che comunque ha un costo, ci sono state le spese per e cure veterinarie e per i medicinali… Sempre ricordando che parliamo di più di 200 animali, tutti o quasi adulti, ognuno dei quali di qualche quintale di peso. Tanto è vero che il sindaco, in qualità di ‘custode’ della struttura, ha dovuto provvedere ad una variazione del bilancio comunale per fare in modo di poter far fronte alle spese, che si sono aggirate, per nove giorni, in circa 500 euro al giorno…

“La situazione la sto gestendo io in qualità di custode – ci dice il sindaco del comune lepino – visto che l’amministratore non ha ancora preso possesso della struttura. Quando arriverà saremo lieti di accompagnarlo mettendoci a sua disposizione. Naturalmente dovrò richiedere, a nome del comune di Maenza, il rimborso delle spese sostenute”.

Ultima notazione riguarda il latte, che nessuno in questo momento sta raccogliendo: “In questo momento non c’è nessuno che prenda il latte per cui lo stiamo utilizzando come alimento per i piccoli bufali dell’allevamento, naturalmente il tutto dopo aver ottenuto l’autorizzazione del servizio veterinario della Asl”.

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