sabato 18 Settembre 2021
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Maenza, a Venezia il sindaco Claudio Sperduti consegna a Mogol le chiavi della città

Il video catechismo della Chiesa Cattolina è stato presentato alla 77ma Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in corso in questi giorni.

L’opera multimediale e multilingue, dura 25 ore ed è suddivisa in 46 episodi; prodotta da Tania Cammarota e Gjon Kolndrekaj, è un’opera artistica realizzata dalla Società CrossInMedia con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, sui testi della Libreria Editrice Vaticana, che aiuta a scoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata.

La presentazione dell’opera si è tenuta nel corso di una conferenza stampa presso lo spazio dell’Ente dello Spettacolo all’Hotel Excelsior, con la partecipazione di padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, Mogol, poeta e autore e Gjon Kolndrekaj, regista del videocatechismo.

I numeri sono quelli di un kolossal: girato con la tecnologia del 4K in 70 Paesi nel mondo, il videocatechismo ha visto la partecipazione di 60mila persone, in 16mila differenti location. Una di queste location è stata Maenza, sui monti lepini che dominano la pianura pontina. I testi del Catechismo sono stati letti in 37 lingue diverse, mentre 1200 attori in costume hanno ricostruito in fiction scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Sul suo profile facebook, il sindaco di Maenza Claudio Sperduti ha scritto: “Maenza, grazie all’associazione Passione di Cristo ed i suoi 300 figuranti, è parte importante di questo Kolossal”.

Per questo, alla presentazione erano presenti anche lo stesso Claudio Sperduti e l’Associazione “Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo di Maenza”. Per i rappresentanti del paese lepino, è stata l’occasione per consegnare al maestro Mogol (celebre per la sua collaborazione con Lucio Battisti) la chiave del paese. Si tratta di un mattone in terracotta del 1600, su cui è applicata una chiave, sempre del 1600, delle ciliegie a intarsio con pietre dure e una linea che simboleggia la collina, proprio perché Giulio Rapetti ha scritto nel brano “La collina dei ciliegi”.

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