martedì 28 Maggio 2024
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Ma Babbo Natale esiste veramente?

di Alessandra de Feo Ma Babbo Natale esiste veramente? Quante volte questa domanda è stata posta dai bambini di ogni epoca all’adulto che in quel momento veniva investito di una responsabilità di risposta tanto grande.

Che fosse il genitore, nonno o la maestra a scuola, di fronte ad un quesito così semplice eppure così complesso, dopo un primo attimo di incertezza si avevano immediate alla mente due soluzioni. La prima era continuare ad alimentare nel bimbo la fiducia nell’esistenza reale di questa figura tanto amata, quasi uno zione benevolo dispensatore di doni e balocchi. I bambini allora cercavano a gara, e non senza sforzo, di apparire migliori per meritare così la sospirata ricompensa.

L’altra soluzione era invece svegliare bruscamente il bambino dubbioso dal suo sogno infantile e immergerlo, con un filo di sottile perfidia aggiungerei, nel mondo reale, costringendo a vedere la realtà con occhi da adulto chi adulto ancora non é.

Sentendo le giustificazioni di chi opta pragmaticamente per questa soluzione, “non bisogna illudere i bambini”, “é sbagliato alimentare queste credenze. I bambini devono capire cosa è reale. Cresceranno così più coscienti e responsabili”, mi viene da pensare alle tante generazioni, tra cui la mia, che sono cresciute nella beata ignoranza di ciò che era la realtà, vivendosi la loro infanzia come è giusto che fosse vissuta. Dove ad ogni buona azione corrispondeva un dono gentile, portato da un signore attento e premuroso il quale cercava, se possibile, di soddisfare la nostra richiesta che veniva scritta, qualche settimana prima, nella famosa letterina.

Eh già… perché anche Babbo Natale aveva bisogno di un po’ di tempo per organizzarsi, che diamine! Sebbene personaggio immaginario i problemi organizzativi, come comprare il dono richiesto in quel particolare negozio, erano tutti reali. Le letterine si scrivevano perciò con cura e per tempo, pensando a ciò che più avremmo desiderato in quel momento e sperando che questi desideri si realizzassero la sera del 24 sotto l’albero.

Le richieste venivano poi affidate diligentemente a un genitore che con molta serietà si assumeva l’ impegno di spedirle al Polo Nord, da sempre indirizzo di Babbo Natale.

Senza voler insegnare nulla a nessuno credo che prolungare questi momenti di attesa trepidante ai nostri bambini, anche se per poco ancora, non significhi farli vivere in una bolla di non-realtà ma piuttosto dare loro il regalo più bello: donare quel sorriso di gioia, quel brillìo nello sguardo che solo il sogno ancora intatto dell’infanzia può far avere.

E mi vengono allora in mente le righe di una risposta data dal direttore del New York Sun nel lontano 1897 ad una bambina di 8 anni, Virginia O’ Hanlon, la quale aveva scritto al giornale chiedendo se esistesse davvero Santa Claus. Le parole usate dal direttore nel rispondere all’annoso quesito meritano di essere riportate, con breve sintesi, qui di seguito: “Sì Virginia, Santa Claus esiste fin tanto che esisteranno l’amore, la generosità e la devozione. Quanto triste sarebbe il mondo se non esistesse Santa Claus! Non ci sarebbe alcuna fiducia fanciullesca, alcuna poesia o romanticismo.

Nessuno vede Santa Claus ma non c’è prova che lui non esista perché le cose più reali al mondo sono quelle che né i bambini né gli adulti possono vedere. E a questo mondo non c’è niente di più reale e duraturo. Santa Claus vive e vivrà per sempre. Tra mille anni Virginia, no.. dieci volte diecimila anni da ora, lui continuerà a rallegrare il cuore dell’infanzia.”

Credo non sia stata data finora risposta più esaustiva e soprattutto più bella.

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