Un signore viaggia in autostrada contromano, sente alla radio l’annuncio preoccupato: “C’è un’auto che viaggia contromano in autostrada”. Lui serafico commenta “una…”, poi aggiunge: “qua non sa guidare più nessuno, ma chi ha dato la patente a sti somari?”.

Il dubbio sempre salva, la certezza ferisce. Personalmente ritengo che Damiano Coletta non sia, diciamo, un gran sindaco ma non per le licenze edilizie, che hanno le loro regole a cui si aggiunge la coscienza dei regolati, ma per le buche in città, per le strade sporche, per il teatro chiuso,per la squadra di pallavolo che gioca a Cisterna, per la non idea di città futura e il suo schiacciarsi sulla banalità presente. E questo conta nel condominio che è la città mentre ci ostiniamo a “urbanizzare” la politica e da anni trasformiamo il municipio non nella casa dei cittadini ma in un licenzificio, praticamente in un capomastro tutti intento a prendere misure, a calcolare il cemento. Insomma invece di un sindaco basterebbe mandare a Piazza del Popolo un paio di geometri, tre cucchiare e due mezzecucchiare. Il tutto condito da tanta voglia di “vendetta sociale”, la stessa, va detto, che ha portato il sindaco Coletta ad essere tale e ora si ritorce su lui. Ma se ogni “geometra” che va a fare il sindaco, da Redi in poi, sbaglia “calcoli”, l’errore sta nelle regole della “geometria” o nel racconto della geometria e la descrizione dei geometri. Se abbiamo fretta di trovare mostri e, quando non ci sono li creiamo, allora la cosa si fa brutta. Giulio Andreotti diceva che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, il divo non me ne voglia ma è campato male e poi qualcuno li ha accusati, pensando male, di baci mafiosi. Credo che dobbiamo pensare male, che i mattoni non sono la città, che siamo tutti sani fino a prova di malattia. Ma per far questo servirebbe il pensiero positivo non la nostalgia per la Santa Inquisizione.

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