Lotta al caporalato

C’era anche la Cisl oggi nella sede della prefettura di Latina dove sindacati, associazioni di categoria, il Prefetto Maria Rosa Trio e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti hanno firmato un protocollo d’intesa per proseguire la lotta al caporalato in agricoltura. 

A rappresentare il sindacato c’era Paolo Terrinoni, segretario generale della Cisl del Lazio.

 “Oggi segniamo un passo avanti significativo, nella nostra regione, per la lotta e il contrasto del fenomeno del caporalato, del lavoro nero e dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori nell’agricoltura. Presso la sede della Prefettura di Latina, infatti, abbiamo firmato, congiuntamente con Cgil e Uil, un Protocollo d’intesa tra Regione Lazio e Parti sociali ‘Per un lavoro di qualità in agricoltura’, che dà vita ad un nuovo Piano d’intervento regionale in continuità con la legge 199 del 29 ottobre 2016 sul contrasto al caporalato”.

“Un protocollo importante perché nella nostra Regione – sottolinea Terrinoni – il settore agricolo, con oltre 44mila imprese, 43.352 dipendenti e 24.851 lavoratori autonomi, è una voce importante per l’economia del territorio. Ma il lavoro regolare rappresenta una realtà parziale, visto che, secondo il 4° Rapporto Agromafie e Caporalato, sarebbero almeno 40mila i lavoratori irregolari in agricoltura nel Lazio sottoposti a turni di lavoro massacranti, paghe da fame e condizioni di vita insostenibili”. 

Sulla stessa linea il segretario della Cisl di Latina Roberto Cecere, secondo cui la scelta di siglare il protocollo a Latina, è simbolica: “È un segnale in territorio ad alta vocazione agricola, che ospita molte etnie ed è stato al centro dei primi fenomeni di caporalato tra Latina Terracina e Sabaudia”.

“Il protocollo – prosegue Cecere – stringe rapporti di forza con il mondo agricolo imprenditoriale. Ovviamente non bisogna generalizzare, ma gli agricoltori devono prendere atto di questo percorso e non cadere nell’illegalità, che strozza le regole, influisce sui prezzi, porta a prestazioni sottocosto”. 

“La gestione territoriale sarà fondamentale, noi com Cisl non faremo mancare il nostro supporto alle federazioni di settore e alle associazioni di stranieri. Dobbiamo monitorare ciò che avviene nel settore. Per questo su idea del presidente Zingaretti, ci siamo dati appuntamento dopo l’estate per verificare ciò che accade nel territorio e come sta andando l’accordo, per valutare se ciò che si è sottoscritto ha portato qualcosa”.

Da Cecere un ultimo appello diretto in particolare agli imprenditori agricoli che non vogliono sentire parlare di mafie in agricoltura, o ecomafie. “Ogni territorio ha le sue peculiarità. Noi dobbiano perdere atto che sono successi fenomeni di questo tipo, non ce ne dobbiamo dimenticare, quindi il fenomeno ha attecchito, non abbassare la guardia vuol dire proteggere le imprese legali che sono quelle che rilanciano il territorio”.

Come funzionerà il protocollo

Il Protocollo d’intesa, che si è avvalso anche del contributo della Fai Cisl del Lazio, avvierà una prima sperimentazione sul territorio di Latina, in sinergia con l’articolazione della Rete del lavoro agricolo di qualità costituita presso l’Inps. Un gruppo di coordinamento composto da Regione Lazio e Parti sociali avrà il compito di governare e monitorare le misure messe in campo. In primo luogo l’attivazione di sportelli dedicati al collocamento in agricoltura e liste di prenotazione presso i centri per l’impiego designati, liste di prenotazione nelle quali le imprese agricole, con il supporto degli enti bilaterali, verranno incentivate ad attingere i lavoratori stagionali. Queste liste di disponibilità verranno fatte confluire in una nuova piattaforma informatica per favorire al massimo l’incrocio tra domanda e offerta. Istituita anche una rete di agevolazioni per supportare il lavoratore agricolo in ogni fase della vita: dalle convenzioni con aziende del trasporto pubblico locale per favorire una mobilità più sicura al sostegno economico per garantire alloggi dignitosi. Previsti interventi formativi in tema di salute e sicurezza, attività di mediazione culturale per favorire l’integrazione degli immigrati e campagne informative per promuovere le opportunità offerte dall’inserimento dei lavoratori nelle liste di prenotazione. 

Al termine dell’incontro di oggi tutti gli enti presenti hanno concordato sulla necessità di avere una legge regionale ad hoc che, in continuità con la legge nazionale, introduca disposizioni ulteriori per la diffusione del lavoro di qualità in agricoltura e il contrasto del caporalato e il lavoro nero.