Lo strano caso dell’Udc alleato al centrodestra nei Comuni e contro in Regione

L’arte della politica non si smentisce mai.

I partiti si compongono e scompongono.

Le coalizioni mutano.

E l’Udc marcia sulla linea di una coerenza tutta sua.

Il partito, per voce del segretario regionale dell’Udc, Antonio Saccone e del consigliere regionale del Lazio, Enrico Cavallari ha annunciato che nei Comuni della regione al ballottaggio sosterrà tutti i candidati a sindaco del centrodestra.

La ragione?

“Consolidare il dato positivo della coalizione di centrodestra. Invitiamo i nostri dirigenti e militanti a mobilitarsi con il massimo impegno: il ballottaggio rappresenta una competizione in grado di azzerare il risultato del primo turno e, pertanto, rende fondamentale il contributo di tutti gli elettori”.

Perfetto.

In fondo l’Udc aveva assunto posizione analoga alle europee affermando di sostenere la Lega nella corsa a Bruxelles.

Peccato che poi in Regione dove proprio la Lega e lo stesso centrodestra stanno cercando di trovare i numeri per mandare a casa Zingaretti, l’Udc, rappresentato proprio da Cavallari, abbia deciso di sfilarsi.

Scelta che si regge sullo strano equilibrio tra anomalia ed opportunità.

E’ vero che esiste un patto d’aula.

Un accordo bipartisan nato per evitare il tracollo del governatore e fissato in alcuni punti programmatici da raggiungere e, per la cronaca, di cui non si è visto ancora l’ombra.

Ma era stato siglato quando Cavallari, ex della Lega, era in quota al gruppo misto.

Oggi che, stando le dichiarazioni da lui stesso rilasciate, ha scelto di ricollocarsi nell’ambito del centrodestra quella che si nota è mancanza di linearità.

La regione è la stessa, il contesto analogo e l’obiettivo “consolidare la coalizione di centrodestra”, anche in vista delle prossime elezioni regionali, dovrebbe essere il medesimo.

Il condizionale, però, è d’obbligo.

E potrebbe applicarsi anche ai vertici regionali dell’Udc che, fatta eccezione per Cavallari che l’ha già bruciata, sulla sfiducia al momento non si sono espressi.

Di questo passo il rischio è che a non volere lo scudo crociato in una possibile coalizione di centrodestra domani potrebbero essere proprio quei partiti azzoppati da Cavallari nella missione di mandare a casa Zingaretti.

Non resta che capire come andrà la riunione dei capigruppo in Regione e se l’arte di cambiare idea non sarà esercitata di nuovo.

La coerenza sui programmi è ovviamente un optional.

 

Alessia Tomasini
Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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