Lo “scoiattolo” del Manzoni si “arrende” dopo sei ore, per un pugno di pigne

Pareva uno scoiattolo, le guardie salivano sempre più su e lui ancora di più. Sei ore di tentativi di farlo scendere, lui resisteva. Si allungava lungo i rami, come appunto uno scoiattolo per non farli spezzare e osava ancora di più. Gli agenti della Polizia municipale di Latina mostravano altrettanta capacità, ma più da gatto, di elevazione arborea. Ma… ma dovevano evitare di farsi male e di far far male a lui. L’albero era dentro l’area del Liceo Manzoni, alle 16 una pattuglia della municipale lo individua sul pino, capisce che stava rubando le pigne e interviene. Normale intervento, invece lo “scoiattolo” (probabilmente rumeno) non potendo fuggire via terra, ha preferito l’altezza. Gli agenti hanno cercato di persuaderlo ad una “onorevole resa”, ma lui sempre più su. Così i poliziotti hanno fatto un inseguimento verso l’alto. Intanto arrivavano sul posto gli uomini della Volante, i Vigili del Fuoco e il 118. I vigili mettevano anche sotto l’albero un gigantesco materasso gonfiabile, e un autoscale.

Ma lui resisteva, sei ore di resistenza, assurda, vana ma altrettanto tenace. Gli agenti dovevano “prenderlo”, ma anche evitare di fargli del male e di farsi male. E’ diventato un vero esercizio di nervi, di acrobazie e di intelligenza. Ci sono stati anche tentativi di trattativa, operazione di convincimento con un traduttore. Nulla, gli agenti salivano più su e lui si reggeva su rami “impossibili” ancora più in alto. Sei ore, poi si è deciso di “potare” il grande pino, di spogliare l’albero dei rami. Una guerra di nervi, ma la motosega dei vigili sfoltiva la chioma dell’albero e lasciava sempre più nudo il fuggitivo che, incredibilmente, non cedeva. Ma quando i vigili hanno tagliato due giganteschi rami e lo “scoiattolo” ha visto il vuoto e l’altezza, più il rumore non certo allegro della motosega, la resa è stata inevitabile. Un piccolo tentativo di dimenarsi una volta a terra, ma ormai la libertà era finita.

Tutto gli era contrario sull’albero, speranza di salvezza e di fuga meno di zero, ma per sei ore ha retto. Caparbietà da vendere, forse cose da nascondere, non si sa e forse importa poco, ma lì su ha dato modo di mettere in atto le sue capacità di funambolo, forse sprecate per prendere le pigne. E visto che nessuno si è fatto male guardando da fuori sembrava la scena di Amarcord di Federico Fellini in cui Ciccio Ingrassia urla da sopra l’albero “Voglio una donna” e il padre risponde: “Teo vien giù”, “Scendi giù, Teo. che tuo fratello si arrabbia”.

Alle 21.51 la libertà de “lo scoiattolo” finiva in Questura.

Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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