Liste di attesa, Pino Simeone striglia Zingaretti: i piani che ci sono non hanno funzionato

Pino Simeone
Il Consigliere regionale di Forza Italia, Pino Simeone

Entro il 2019 le liste di attesa saranno abbattute. Chi non abbatterà le liste di attesa entro un anno andrà a casa. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, appena rieletto, durante un incontro con i direttori generali della Asl. Parole commentate dal consigliere di Forza Italia Pino Simeone anche lui riconfermato. “Emergono tre elementi che non si possono certo definire entusiasmanti. Il primo sta nel fatto che la soluzione allo strutturale problema delle liste di attesa è stato rinviato, come accaduto nel corso di tutta la passata legislatura targata Zingaretti, di un altro anno. Il secondo sta nel fatto che siamo ancora fermi a piani di riduzione delle liste di attesa che già non hanno prodotto un solo passo avanti in termini di miglioramento dell’erogazione delle prestazioni richieste dai cittadini. Il terzo evidenzia il fatto che Zingaretti continua a giuocare sullo scarica barile addossando solo ai direttori generali delle Asl ogni responsabilità sulla mancata riduzione delle liste di attesa. Tradotto siamo fermi all’anno zero“.

Secondo Pino Simeone anche i direttori generali della Asl non sono esenti da responsabilità, tuttavia: “Se non hanno strumenti e risorse, economiche, tecnologiche, umane e di pianificazione non possono fare miracoli. L’ultimatum di un anno Zingaretti dovrebbe rivolgerlo a se stesso – continua Pino Simeone -. Perché se il presidente non ha ancora colto che il problema primario sta nell’inconsistenza stessa dei sui piani, ben tre, per la riduzione delle liste di attesa i risultati sperati non ci saranno mai”.

Secondo Pino Simeone è necessario rivedere il sistema della sanità, rimettendo il cittadino al centro. “Zingaretti deve prendere in mano, con responsabilità ed idee chiare, tutto il sistema sanità del Lazio procedendo all’adeguamento dei Pronto soccorso, alla creazione di un reale sistema territoriale di connessione tra gli erogatori di servizi esistenti. Altrimenti – conclude Pino Simeone – avere maggiori risorse e personale non si tradurrà mai in efficientamento del servizio a vantaggio del cittadini. E la stessa, sospirata, uscita al commissariamento si tradurrà in un nuovo percorso ad ostacoli su un terreno che è privo di qualsiasi stabilità programmatoria”.

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