La situazione delle liste di attesa resta un macigno sui servizi offerti dalla sanità in provincia di Latina e nel Lazio.

Effettuare alcuni esami diagnostici, in particolar modo ecocolordoppler, ecografie all’addome, Tac e risonanze, per non parlare di esami cardiologici, è praticamente impossibile.

A meno che, non ci si rivolga all’intramoenia.

Peccato che non tutti possano permetterselo.

Una donna di 45 anni, di Latina, si è sentita rispondere che per un esame di II livello alle ovaie doveva aspettare non meno di sette mesi.

E a fare la differenza è proprio quel fattore tempo di cui, spesso, anche a causa della preoccupazione che alcuni sintomi e diagnosi danno, i cittadini non dispongono.

Risultato: la donna si è rivolta all’intramoenia.

Costo per effettuare visita ginecologica e ecografia specifica 270 euro.

Un costo non irrisorio.

La metà di un normale affitto, un quinto di un normale stipendio, la retta mensile per l’asilo del proprio figlio, il costo per fare la spesa di circa un mese.

E non tutti possono permetterselo.

Mentre in Regione Zingaretti continua a giocare con i piani delle liste di attesa che si sommano ormai, tra revisioni e correzioni da sei anni, senza produrre risultati rilevanti.

Mentre il ministro Giulia Grillo conferma che la riduzione delle liste di attesa sarà uno dei parametri di valutazione dei Lea e dell’operato dei direttori generali della Asl.

In attesa che il nuovo piano nazionale per l’abbattimento dei tempi per le prestazioni sanitarie sia adottato dalle Regione.

I cittadini sono costretti a rinunciare, spesso, alle cure o alle visite diagnostiche.

Stare bene è l’auspicio di tutti più che mai quando la malattia è diventata un vero e proprio lusso.