Lettere minatorie al giudice Mattioli e al pm Miliano, solidarietà dal deputato Iannuzzi

Minacce di morte rivolti a due magistrati di Latina. Due lettere minatorie indirizzate al giudice Mara Mattioli e al sostituto procuratore Giuseppe Miliano sono arrivate in via Ezio, presso la Procura della Repubblica di Latina, e una in piazza Bruno Buozzi, presso il Tribunale.

Le missive sarebbero identiche e fanno riferimento all’inchiesta Olimpia, che aveva portato in carcere politici e imprenditori e che poi era stata quasi totalmente smontata al Riesame. E proprio questo sarebbe il senso dello scritto, sottolineare come tutta la ricostruzione non avesse retto davanti a un terzo giudice. Il gip e il pubblico ministero hanno presentato una denuncia ed è stato aperto un fascicolo a Perugia. Le lettere saranno esaminate dagli investigatori che cercheranno di risalire agli autori. Altri magistrati nel capoluogo pontino sono stati minacciati in passato: il giudice Aielli che aveva visto il suo nome su alcune epigrafi diffuse a Latina con la data della sua morte, ma anche il giudice Nicola Iansiti.

Sulla vicenda si è espresso il deputato Cristian Iannuzzi: “Esprimo solidarietà e pieno sostegno al giudice del Tribunale di Latina Mara Mattioli e al pm Giuseppe Miliano per i vili episodi di intimidazione di cui sono stati destinatari”.

“Questo caso – ha spiegato Iannuzzi – non è, purtroppo, l’unico che negli ultimi tempi si è verificato a Latina e nel sud pontino in genere. Altri magistrati, insieme a giornalisti e rappresentanti delle istituzioni, sono stati vittime di minacce ed intimidazioni da parte di malviventi e associazioni mafiose, per la loro costante e coraggiosa azione di affermazione dei principi dello Stato di diritto e della nostra Costituzione repubblicana”.

“La battaglia per la sconfitta delle mafie – ha continuato il deputato latinense – è ancora lunga e non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Ritengo necessario ed indispensabile esprimere la mia vicinanza a questi uomini e donne dello Stato e la mia forte indignazione e preoccupazione di fronte ad episodi di tale gravità.”

“A questi magistrati e a tutte le persone libere ed oneste che operano sul territorio – ha concluso Iannuzzi – va la mia gratitudine, la riconoscenza ed il sostegno per la loro preziosa opera di contrasto ad un sistema basato sull’illegalità ed i soprusi”.

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