lunedì 22 Luglio 2024
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L’entusiasmo necessario per i civici

In politica non esistono vuoti, i vuoti si riempiono. Il civismo è una alternativa ai partiti, ha dalla sua la carica positiva dell’entusiasmo, del “rimbocchiamoci le maniche”, del “facciamo da soli”. Poi, poi quell’entusiasmo si scontra con la prassi, con la noia dei tempi dell’agire politico che sono lenti, lenti che prevedono l’altro, il confronto, lo scontro. I civici non hanno il collante della “fede” ma dell’entusiasmo che ha bisogno di velocità, il civismo teme la lentezza che fa “rientrare” gli entusiasti nella loro dimensione civile, nel loro particolare, e l’impegno pubblico comincia a pesare a far difetto. Lendaro, Giri, prima Tassi hanno pesato la loro vita quotidiana, il loro entusiasmo e la lentezza della politica nel fare e la dimensione privata torna ad affascinare, a richiamare, ad essere una alternativa possibile. La vicenda Costanzo è diversa più “nella politica amministrativa”. Ma quella dei consiglieri è più nell’anima del movimento.

Non me ne vogliano, ma il mio non è giudizio di valore, è tentativo di capire il fenomeno, il passo falso tra l’entusiasmo e il “ritorno”, in varie modalità, al privato. Per metterla su una dimensione nazionale è Salvini che dice a Bossi: “gli italiani (e non i padani) non ti capiscono”. Salvini accoglie la prassi della politica, Bossi resta (non senza furberie) nella dimensione “facciamo noi, rimbocchiamoci le maniche” del campanile.

Il civismo combatte la retorica della politica tradizionale, la surclassa, ma viene travolto dalla palude della prassi politica, una rivoluzione che muore quando si fa regime, come i 5 stelle a Roma, a Torino, a Livorno. Non cade il progetto ma cade l’entusiasmo nell’agire quotidiano. Un conto è dire “acqua pubblica”, un altro far di conto su come liquidare i privati di AcquaLatina, un conto è dire “a Latina manca la cultura”, un altro trovare le risorse per gestire il teatro, un conto è urlare trasparenza, un altro dare i documenti alla Zuliani.

Non mi esprimo se in Comune fanno bene o male, dico che si è smarrito quella cosa che faceva scegliere i militanti tra impegno politico e vita privata. Un fenomeno che dovrebbe preoccupare il movimento ma forse lo ignorerà.

Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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