sabato 28 Gennaio 2023

L’elicottero e la sua città

di Lidano Grassucci – L’elicottero girava in cerchio, auto con le sirene rompevano il vuoto del centro storico. La città dormiva ancora e leggeva con fastidio quel volo, quelle sirene. Le signore a spasso con il cane parevano più attente ai timori del loro amico che alle ragioni di quel volo e tenevano forte il guinzaglio.

La città vuole dormire, vuole ostinatamente non vedersi allo specchio per non lavarsi il viso. Perché quegli elicotteri hanno messo il nostro viso, nessuno si senta escluso, davanti allo specchio. Le rughe erano profonde, gli occhi non erano ingenui. La città ora cercherà di alienare il male, cercherà di spegnere il motore dell’elicottero, farà finta di non conoscere, chiuderà le porte a doppia mandata. L’ho fatto anche io da bimbo, pensavo che il male che porta alla morte a me non avrebbe dato confidenza, ho accompagnato, poi, morti veri e morti civili, mentre mi sentivo “escluso dalla morte”, ero solo malato di illusione. Oggi, per favore, guardiamo il male che abbiamo dentro, usiamo questo squarcio nella città per una città migliore, non per essere spettatori. Perché se quello che raccontano le cronache è vero, è anche vera l’indifferenza, pensare che tutto fosse eguale, indefinito.

Nei quadri dell’800 si dipingono le battaglie del Risorgimento italiano, ferro e cannoni, e i contadini stanno a guardare, la cosa non li riguarda. Hanno guardato con distacco quella patria che gli avrebbe rubato i figli, i nipoti, sul Carso, nella steppa di Russia, ingorda come sarà generosa quando la ricchezza un poco ci riguardava tutti. Non dobbiamo essere indifferenti, questo male non è male di altri solo, è una città malata dentro per imitazione, per silenzio, per paura, per, appunto, indifferenza. Per la pruderia di vedere il male negli altri, mai il cancro che hai dentro.

Nessuno, nessuno, si senta esentato. Poi ciascuno risponderà del suo male mai perso nel male più grande, perché questo non perdona i rei, ma chiede ragione al silenzio degli innocenti.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

CORRELATI

spot_img
spot_img