Legge sugli stadi, verso la colata di cemento

di Lucio Fava del Piano

Se ne parla almeno dal 2006, ma adesso sembra davvero arrivato il momento buono per l’approvazione della legge sugli stadi. Le cautele sono d’obbligo, perché negli ultimi anni tante volte il risultato era parso a portata di mano, salvo poi evaporare in qualche commissione parlamentare. Ma insomma, questa potrebbe davvero essere la volta buona. A meno che le polemiche immediatamente sorte non mettano nuovamente i bastoni tra le ruote di un meccanismo che ha sempre dimostrato grande fragilità.

La nuova norma, proposta come emendamento governativo alla Legge di Stabilità, e che quindi potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane, apre la strada a interventi che possono “prevedere uno o più impianti sportivi nonché insediamenti edilizi o interventi urbanistici, entrambi di qualunque ambito o destinazione, anche non contigui agli impianti sportivi” che siano funzionali “al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’intervento e concorrente alla valorizzazione in termini sociali, occupazionali ed economici del territorio di riferimento”.

In pratica, si prevede che gli stadi siano dotati di strutture in grado di accogliere cinema, pizzerie e negozi e che insieme a essi possano essere realizzate anche strutture di edilizia residenziale. Per realizzare i nuovi impianti sportivi sarà necessario presentare al comune di competenza uno studio di fattibilità insieme a un piano economico-finanziario e all’accordo con le società sportive che utilizzeranno la struttura. La proposta di modifica prevede lo stanziamento di 45 milioni nel triennio 2014-2016 (10 il prossimo anno, 15 nel 2015 e 20 nel 2016).

Ed è proprio sul pacchetto stadio+case che sono sorte immediatamente le polemiche. Secondo il parlamentare Pd Roberto Morassut – già assessore al Comune di Roma – la nuova legge “genererà speculazione edilizia. La realizzazione dei nuovi impianti sarà di fatto sostenuta attraverso l’attribuzione di nuove previsioni edificatorie anche residenziali e senza limiti di collocazione sul territorio, quindi non si tratterà solo di attività commerciali nei pressi degli impianti. Questa norma è una spinta al consumo di nuovo suolo senza nessuna visione organica di sviluppo equilibrato del territorio”.

Sembrerebbe dunque aver prevalso la visione, ad esempio, del presidente della Lazio Claudio Lotito, da tempo assiduo frequentatore delle Commissioni di Montecitorio, dedito a perorare la causa di una legge sugli stadi che prevedesse al contempo la realizzazione di edifici destinati a uso residenziale. Ma il patron biancoceleste non è certo il solo ad avere interesse a una soluzione di questo genere. Non resta che seguire l’iter della legge e capire come potrà cambiare, nei prossimi anni, il panorama delle nostre città.

Roberto Miscioscia
Roberto Miscioscia
Classe 86, imprenditore. Esperto di comunicazione. Osservatore delle dinamiche sociali. Amo la filosofia e mi appassionano le neuroscienze. Il mio libro preferito è MINSET di Carol Dweck... il mio film preferito LIMITLESS.

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