Legge stabilità e Jobs Act, gli imprenditori applaudono e i sindacati protestano

di Francesco Miscioscia – Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi plaude alla legge di stabilità del governo Renzi, mentre i sindacati scendono in piazza contro il Jobs Act. Giusto il plauso del numero uno degli industriali Giorgio Squinzi all’iniziativa del premier di sgravare l’Irpef e agevolare le aziende che assumono a tempo indeterminato. Si tratta di misure che possono agevolare l’occupazione. Quantomeno gli imprenditori non potranno lamentarsi di non avere gli strumenti necessari per fare contratti senza termine. La detassazione del lavoro è ciò che serve al Paese per rimettere in moto la macchina produttiva e creare posti di lavoro. Il governo lo ha capito e ha agito di conseguenza.

L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dai sindacati, sul piede di guerra e pronti alla manifestazione del 25 ottobre. Alle confederazioni di lavoratori non piace la riforma del lavoro varata dall’esecutivo. In modo particolare non è stata digerita la modifica dell’Articolo 18. Susanna Camusso annuncia una Piazza San Giovanni piena. “Vogliamo mobilitarci perché la vera partita non si gioca in Parlamento, si gioca nel Paese sulla base del consenso e della rappresentanza” dice il leader della Cgil.

I sindacati si battono per la difesa dei posti di lavoro e per la tutela dei lavoratori stessi. Le misure pensate nella legge di stabilità difatti puntano ad agevolare l’accesso al mondo del lavoro e a rendere più vantaggiosa per l’imprenditore un’assunzione a tempo indeterminato che con contratto a termine. Soluzione che di fatto favorisce anche il lavoratore, cioè la parte protetta dai sindacati. Legittima dunque la manifestazione per esprimere dissenso sull’articolo 18, ma adesso anche sindacati hanno un motivo in meno per protestare.

Con il mix Jobs Act e Legge di stabilità, Matteo Renzi continua con la consueta strategia politica di “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Curioso però vedere gli imprenditori in piedi ad applaudire e i sindacati in piazza a protestare per le politiche del lavoro di un premier che si è sempre professato di sinistra.

CORRELATI

spot_img
spot_img