Claudio-Durigon-Matteo-Salvini
Claudio Durigon e Matteo Salvini

Non è passato inosservato l’atteggiamento di Matteo Salvini, all’incontro svolto ieri a Pescara per chiudere la campagna elettorale di Marco Marsilio per le regionali in Abruzzo.

L’alleanza con Fratelli d’Italia e Forza Italia sembra essere diventata più un peso che un valore aggiunto per il leader della Lega impegnato a far crescere a suon di nuovi ingressi e riunioni sul territorio il proprio partito.

La logica di coalizione sta stretta a chi vede il consenso crescere nonostante quel governo giallo-verde che fa storcere il naso a molti.

Che Salvini in Abruzzo stia cercando un riscontro sulla capacità del partito di tirare, a discapito degli alleati, è evidente.

Le foto di rito sono sbiadite.

I sorrisi forzati.

Le steccate che i leader si rivolgono non troppo velate.

Il voto di domenica in Abruzzo, e quello tra un paio di settimane in Sardegna, daranno un quadro del futuro del centrodestra in tutte le realtà locali.

A Latina la Lega intanto continua a crescere.

Le riunioni si susseguono, le acquisizioni tra i consiglieri comunali continuano.

E il 31 marzo, per le elezioni provinciali a Latina, dove la Lega ha deciso di presentare una propria lista, saranno un altro banco di prova, seppure per pochi considerato che a votare saranno solo gli eletti, per capire il peso specifico che il partito ha sul territorio.

Le elezioni amministrative che, salvo terremoti improvvisi sotto la poltrona del sindaco Coletta, dovrebbero svolgersi nella primavera del 2021, sembrano lontane.

Due anni e mezzo sono molti se si contano in giorni.

Ma diventano uno spazio temporale strettissimo se si deve ricostruire credibilità e coesione in un centrodestra che ha, letteralmente, un diavolo per capello.

Sul tavolo dopo le provinciali ci saranno anche le Europee.

Da lì in poi il futuro di Latina, i rapporti con Forza Italia e Fratelli d’Italia, dovranno prendere una direzione.

Sul tavolo delle trattative non resterà in silenzio neanche il partito della Meloni, eletta nel collegio di Latina, che nel 2016 è riuscita a portare al ballottaggio il suo candidato sindaco, Nicola Calandrini, e che oggi, dietro anche al traino Tiero, sta facendo incetta di adesioni.

Resta da capire come si muoverà Forza Italia a Latina e in provincia che al momento sembra essere presa da altre questioni.

E un fantasma si aggira per la provincia pontina.

E’ vero che, come in ogni accordo pre elettorale la coesione si trova sui programmi, ma l’esperienza, anche quella recente, insegna che a determinare spesso gli equilibri sono anche i nomi dei candidati scelti e la disponibilità a convergervi degli ipotetici alleati.

L’esperienza ha dimostrato che il centrodestra diviso non porta frutti.

Tuttavia l’avanzata della Lega oggi potrebbe essere una nube impenetrabile sul suo futuro.