Joseph-Stiglitz

Il premio Nobel Joseph Stiglitz ha ricevuto nei giorni scorsi il dottorato da parte della Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna di Pisa, che così festeggia il suo trentennale. La giornata è stata segnata da una lectio magistralis che ha preso la forma di un duro affondo dell’economista statunitense contro Wolfgang Schauble e le regole dell’Unione Europea.

Le convinzioni del ministro delle Finanze di Berlino relativamente all’austerità poggiano “sull’idea delle contrazioni espansive, che è un ‘no sense’ senza alcuna evidenza teorica o empirica – ha segnalato Stiglitz -. Sorprende che Schauble, che non è un economista, non abbia mai individuato uno dei principi base della scienza economica”.

I parametri comunitari e la disciplina fiscale vengono attaccati su ogni fronte. Sia in relazione alla politica di bilancio che sui principi delle risoluzioni bancarie. “Le regole del 3% di deficit/Pil e il tetto del 60% del debito pubblico sono senza alcun fondamento economico e senza alcuna evidenza empirica – ha ammonito -, e possono essere modificate, anche perché non stanno funzionando e stanno portando a una crescente divergenza fra i Paesi dell’area euro”.

Un concetto che l’economista liberal ha sostenuto altre volte: la moneta comune arricchisce soprattutto i Paesi del Nord Europa. Il suggerimento all’Europa è di implementare “un piano di investimenti, che può essere fatto anche dalla Bei”, poiché “gli economisti sanno riconoscere i casi nei quali non c’è abbastanza domanda, e i Paesi mediterranei rientrano in queste condizioni”.

Stiglitz paventa anche una Italexit: il nostro Paese fuori dall’euro, garantisce “potrebbe implementare politiche per la crescita, svalutando la propria moneta”. Tuttavia, morde il freno su quello che dovrebbe fare l’Italia se posta dinanzi al bivio: “Spero che sia un buon momento questo con Macron in Francia, e confido che con l’attuale esecutivo italiano – ha specificato – il neopresidente francese convinca la Germania e gli altri Paesi nordici a riformare l’euro, perché con delle regole giuste può funzionare”.

Stiglitz ha anche affrontato le vicende relative al Monte dei Paschi di Siena, e ha ammesso che è necessario far valere un principio di accountabilty, in Mps, per i manager e anche per i politici responsabili del crac. La direttiva europea sulla risoluzione viene bocciata all’esame del nobel: “Le regole del bail-in possono essere molto pericolose e causare un circolo vizioso. Piuttosto – ha chiosato – l’Ue avrebbe bisogno di un’unione bancaria e di una garanzia comune sui depositi europei”.

Le stoccate vanno anche Oltreoceano, in direzione Donald Trump: “Sarebbe molto pericoloso se riuscisse a far approvare le politiche sul protezionismo che ha promesso. Sarebbero dannose per il mondo e per l’America. Per questo, verranno bloccate dal Congresso degli Stati Uniti”.

Nettamente rinfrancato dall’incontro pubblico con Stiglitz è il rettore del Sant’Anna Pierdomenico Perata. “Siamo felici di aver dato l’opportunità ai nostri studenti, alle nostre studentesse, ai nostri docenti di ascoltare l’opinione di uno degli economisti più importanti, fra quelli contemporanei – ha dichiarato all’agenzia Dire -. Quindi, è un’opportunità per sentire un’opinione molto autorevole sull’Europa, sull’euro, sulla situazione economica e sul loro futuro”.