Le cose cambiamo, e cambiare non è facile per quanto inevitabile. Il Vescovo di Latina, Mariano Crociata, parla del “cambio” che porta via le suore dai bambini nell’asilo San Marco e in quelli dei borghi, decisione assunta dalla giunta di Damiano Coletta in osservanza ad una legge nazionale. Richiama le leggi, richiama il sentire di una società che vede le suore come “erogatrici di servizio” e non a servizio di Dio. Vero, vera ogni cosa ed io nelle cose di Dio non entro, per pudore, per antica educazione perché non vorrei che le cose di Dio entrassero nella vita quotidiana degli uomini, ma allo stesso tempo che le brame degli uomini entrassero nella “casa di Dio”. Per il mio non son certo, e per l’incerto l’unica cosa che resta è l’ascoltare il prossimo dubbio.
Vero, signor Vescovo, che c’è anche un “consumo” di Fede, vero che la Chiesa con la sua anima non è un panettone, vero che fare una scuola religiosa costa e la Chiesa pontina non ha forza per questo. Vero che esiste una diversa idea del mondo. Vero della legge.
Ma in tutte queste verità, tutte vere e voi del vero avete dimestichezza, io pongo solo il mio laico dubbio: ma i bambini?
Si i bambini, quelli che non vedranno più le suore a loro interessa il vero o la mano calda delle loro suore?
Veda signor Vescovo, lei conosce il Creatore, lei prega il creatore, io qui mi occupo di raccontare le storie delle creature in questo mondo. Non ho il dono della Fede, e forse me ne dispiaccio, ho una educazione di Fede, e ne sono orgoglioso, ho una storia contro il prete che si fa Stato, e la rivendico, ma qui guardo gli occhi dei bambini.
Se guardate gli occhi dei bambini il vostro vero diventa solo “ingiusto”. Tutto qui, scusatemi ma vengo da certe montagne in cui qualcuno non rifiutò le cose nuove, ma le sfidò. Nelle mie montagne i bambini si chiamano “mammocci”, figli della madre, li chiamava così anche Leone XIII.
Chiudo con i versi di una canzone cantata da Mercedes Sosa, è stata scritta da un esule cileno nell’82 Julio Numhauser, dice che “tutto cambia”:
Cambia, tutto cambia.
Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste,
cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.
Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi,
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.





