lunedì 28 Novembre 2022

Le regole in costante mutamento per quanto riguarda la tecnologia vigente

Tra il 2015 e il 2017 la Danimarca decise di istituire un ambasciatore presso la Silicon Valley. In questo modo, implicitamente, si riconosce quindi lo status di nazione alla regione che ha dato l’impulso vitale a quella che oggi chiamiamo la nuova economia e rivoluzione digitale. Uno degli aspetti se vogliamo più intriganti è quello di aprire un tavolo di negoziati per le multinazionali della rete e quindi del web. Tutto questo solo qualche decennio fa sarebbe stato impossibile. Parliamo di un tempo in cui gli Stati esercitavano la sovranità all’interno dei loro confini sulla base di un mandato democratico da parte dei cittadini. Eppure secondo alcuni scrittori di fantascienza, la cui mente brillante ha aperto alle porte della percezione e dell’intuizione, era solo questione di tempo, dato che il potere della tecnologia avrebbe bypassato molti aspetti che erano ritenuti a ragion di logica, vincolanti. 

Come sta cambiando la nostra società e l’approccio nella dimensione tecnologica

Oggi invece la situazione si è quasi completamente ribaltata e capovolta. Serve una mappa per riconoscere i cambiamenti epocali che abbiamo assistito e anche chi si occupa di sociologia della comunicazione nell’era digitale, non sempre trova le risposte giuste a quello che stiamo vivendo e attraversando. Infatti come possiamo vedere dagli scenari geopolitici in tumulto e in continua evoluzione, gli Stati nazionali sono vincolati da trattati internazionali di commercio, il cui unico scopo è quello di tutelare il diritto al profitto delle multinazionali. In Europa sono state trovate fino a questo momento delle scappatoie come rendere la sede fiscale e legale di molte società proprio l’Irlanda che ha uno statuto flessibile e creato ad hoc, proprio per favorire questo genere di realtà e di business. 

Il ruolo centrale delle multinazionali tecnologiche in Europa e nel resto del mondo

Del resto non è un caso se proprio Apple apriva la prima sede europea proprio in quel di Cork, nel 1980, facendo da esempio per tante realtà oggi attive nel campo della tecnologia e con risultati a dir poco lusinghiero sotto il profilo economico e finanziario. Con l’affermazione del liberismo su scala mondiale, il potere degli Stati sembra essere ridimensionato a favore e vantaggio del mercato. La politica oggi è considerata ideologia, se non addirittura demagogia, mentre il mercato con il suo stesso funzionamento, deve fare da garante sulle regole da seguire. Abbiamo visto in effetti come la Commissione europea abbia deciso di multare Google per infrazione delle regole dell’antitrust europeo e abuso di posizioni dominanti. Tutto questo ha creato di fatto un precedente, spiegano gli esperti di legge, dato che se uno Stato pone delle restrizioni per tutelare la salute dei cittadini, le multinazionali possono accedere ad arbitrati a cui i cittadini e le istituzioni non hanno accesso né tantomeno potere esecutivo. 

Considerazioni finali

In sintesi il profitto delle aziende è tutelato a discapito dei diritti dei cittadini e quindi degli utenti. Si fa un gran parlare ad esempio del corretto funzionamento degli algoritmi che determinano il funzionamento dei social network, ma anche realtà come Amazon, Netflix, Disney Plus, sfuggono a molte regole che per lungo tempo hanno caratterizzato invece il sistema radio-televisivo, e più in generale l’informazione dei media tradizionali. Oggi vediamo come le multinazionali della rete detengono un potere superiore perché all’impunità rispetto alle leggi del territorio sommano il condizionamento e la manipolazione. Ancora una volta ci tornano alla mente le visioni di autori come George Orwell, Huxley, Dick e per andare a tempi più recenti William Gibson, Bruce Sterling e Ernest Cline. Parliamo di un mondo dove anche l’accesso al sapere e alla conoscenza è stato digitalizzato, con i colossi della comunicazione che hanno il monopolio di accesso al sapere contemporaneo. Tutto questo però oltre al fatto che l’informazione passa meno spesso attraverso libri e giornali, a vantaggio dei big data, pone il focus su quello che oggi consideriamo il nostro svago, il divertimento e il tempo libero. Sempre più adulti over 34 sono appassionati di gaming, di serie tv e di prodotti di consumo, a cui è possibile accedere senza dover far altro che cliccare su un tasto del proprio dispositivo mobile. Tra le attività maggiormente praticate troviamo il gambling online delle sale da casino digitale, il cloud gaming, lo streaming video e quello delle piattaforme dedicate alla cosiddetta musica liquida come Spotify e simili. 

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