Damiano Coletta

Se fosse stata paglia?

Sì, paglia che brucia senza calore, rapida, con gran rumore, ma senza calore.

Due anni e mezzo fa questa città rigioca la stessa partita che aveva giocato con Ajmone Finestra 25 anni prima, ma con più azzardo.

Il risultato è il disamore quasi immediato, è un modo approssimato di fare le cose.

E di nuovo la corsa ad “indovinare” il prossimo vincitore.

A Latina la politica è una sala scommesse dove si punta per incassare la vincita e non a vivere in una città vivibile.

In sala scommesse non ti interessi dell’arredo, te ne freghi dell’ avvenenza dello sportellista, punti con ansia al risultato.

Ora in sala corse si punta sulla Lega, Damiano Coletta è dato 5 a 1, mister cento, al secolo Claudio Durigon, non lo quotano più perchè punta alla regia.

Gli altri? Servono ad infoltire le possibilità di scelte ma non hanno puntatori.

Ma ogni buon giocatore sa che ci sono gli outsider, e qui le possibilità si fanno alla inglese si scommette su tutto, si scommette su tutti.

Si cerca nelle professioni, si scava nelle ambizioni, si immaginano Cincinnato con la “perticara” chiamati a salvare la Patria.

I nomi?

Siamo 120.000 candidati, ma alcuni sono un poco più candidati di altri: Renato Archidiacono, Dino Lucchetti, che vengono dagli avvocati;  Giuseppe Pedrizzi che ha in pancia la rete del senatore forte nel “tessuto dei corpi intermedi”; Roberto Cecere, segretario provinciale della Cisl, il primo sindacato della provincia; e dopo la sortita con i giovani resistenti Floriana Giancotti che viene dalle file della sinistra storica con capacità dialogante con il civismo di Coletta.

Le danze iniziano ed è questa la fase più viva: come si crea un leader al tempo dell’assenza dei partiti.

Le quote del 29.01.019

Renato Archidiacono…………………50 a 1

Dino Lucchetti………………………..25 a 1

Roberto Cecere………………………15 a 1

Giuseppe Pedrizzi……………………25 a 1

Floriana Giancotti…………………..20 a 1

Damiano Coletta…………………….5 a 1

Giovanna Miele…………………….10 a 1

altri…………………………………..10 a 1