Le prigioni del castello Caetani di Sermoneta aprono ai visitatori.

Sulle pareti sono stati rinvenuti più di 150 graffiti e incisioni dei carcerati che, dal 1500 al 1800 circa, vi sono stati rinchiusi.

A presentare la novita’ e’ stato il presidente della Fondazione ‘Roffredo Caetani’, Tommaso Agnoni, che gestisce l’intero patrimonio della nobile famiglia in terra pontina, tra cui il giardino di Ninfa.

I visitatori potranno vedere le stanze del castello e, da oggi, anche le prigioni, con le storie raccontate da chi ha dovuto trascorrere al loro interno parte della sua vita, anche fino alla morte nel caso di esecuzioni.

Tra i carcerati, non vi erano solo persone comuni ma anche uomini di cultura.

Sulle pareti, infatti, sono state rinvenute tante scritte di ogni genere: “Per tutto c’e’ il suo tempo e ogni cosa sotto il cielo accade nel suo momento”, e’ una delle incisioni trovate, scritta da un carcerato che intorno al 1500.

Era stato recluso nella torre del Belvedere e si è affidato a una citazione, in latino, di un passo dell’Ecclesiaste.

Mentre un altro detenuto, nel 1634, scriveva: “Lattuca bona e cicoria fratesca ma un poco di carne di vitella forebe meglio, ma la liberta’ meglio di ogni cosa”.

Un’emozione nuova alla scoperta di un mondo lontano ma i cui suoni, atmosfere e paure sono ancora incastonate nel castello di Sermotea che in tutta la sua maestà trionfa e domina oggi come allora sulla pianura pontina dall’alto dei Monti lepini.