La necessità aguzza l’ingegno e le nostre mamme, soprattutto le più anziane, in questo, sono imbattibili.

Sottostanno alle regole per esigenza ma avviano discussioni infinite su come aggirarle riempiendoci le giornate e facendoci ringraziare ogni giorno per la loro esistenza.

Sono costrette a stare a casa e non accettano di farlo. Seguono attentamente i telegiornali, gli approfondimenti, poi ti chiamano e ti raccontano la loro versione, rivista e corretta, di quello che hanno ascoltato.

E allora c’è la mamma che vuole andare in Chiesa a tutti i costi e tu che per ore le spieghi che non solo non può farlo per la sua sicurezza e salute ma che le Chiese sono chiuse.

Lei ti guarda non convinta e non ti risponde: “da quando” “ma sei sicura” “Francesco (ndr. il Papa) non lo ha detto”. E se ne va meno convinta di prima.

C’è quella che fa gli agguati al postino. Si veste come un astronauta, con guanti, doppio guanto, mascherina, pur di scambiare qualche parola con un estraneo e quando lui le dice “signora, esca dopo che sono andato via” lei replica “ma sono a distanza di sicurezza”.

A seguire la riprendi anche tu sottolineando che deve stare a C-A.-S-A- ma lei come nulla il giorno seguente fa la stessa cosa ma dal balcone.

E ancora quella che “ma io devo fare la spesa”. Passi ore a dirle che la fai tu per lei, a convincerla che basta che metta giù una lista e che ci sono decine di supermercati che la portano a casa non solo gratis ma anche con lo sconto per gli over 60.

E lei che ti dice: “Eh no perchè devo vedere io cosa comprare. Loro non lo sanno e tu ogni volta mi sbagli la marca”. Poi si ferma, ragiona un istante, e chiede: “E lo sconto di quanto è?”.

C’è quella che sta a casa sempre, che ha la macchina ma non la guida e aspetta che torni tu da lavoro e che ora si è scoperta Hamilton e che non può vivere senza uscire, guidare, incontrare persone.

Insomma, non vogliono sottostare alle regole. Lo fanno perchè glielo imponiamo. Sono preoccupate per noi, per i nipoti, per quello che sta accadendo.

Quando le riprendiamo ci sentiamo anche in colpa ma lo facciamo per il loro bene. Molti di noi le hanno lontane e la distanza aumenta la sofferenza, la preoccupazione, il timore.

Per fortuna queste piccole “perle” quotidiane ci arricchiscono le giornate, ci regalano un sorriso e ci fanno aspettare con ancora più desiderio il momento in cui le potremo riabbracciare.