Le maestre di Piazza Dante e il branco

Abbiamo bisogno delle streghe da iniziare la caccia, abbiamo bisogno del cattivo evidente che ci autorizzi a fare branco. Siamo lapidatori con peccato. La vicenda delle maestre della scuola materna di Piazza Dante inquieta. Davanti a fatti da definire, la giustizia tiene conto delle accuse, ma ascolta le difese, è partita una campagna di sciacallaggio che preoccupa, il branco ha trovato la vittima.

Il caso, poi, è da manuale con i bambini e la loro difesa. Per esorcizzare i comunisti non si contestò la loro giustizia, ma li accusarono di mostruosi gusti culinari: mangiano i bambini. Ed è uguale oggi, la parte vendicativa, istintiva. Non so se le maestre siano innocenti o colpevoli rispetto ai rilievi, rilevo che maestre che da decenni fanno il loro lavoro senza problemi con decine e decine di bimbi a loro affidati meritino, almeno, il beneficio del dubbio. Ma la macchina della caccia è iniziata e sul giornale già sono “cattive”, sui muri già si annunciano “vendette”. La giustizia è un’altra cosa, è ragione davanti alla paura, è rispetto davanti alla violazione delle regole se c’è stata. Mi scuserete ma non copro chi non rispetta le regole, ma non lancio pietre attendendo che un giudice sia giusto e non un popolo vendicativo. Mettevamo le donne al rogo, abbiamo mandato nei campi di concentramento chi aveva gli occhiali per il suo leggere. Io non giudico attendo, e dopo l’accusa vorrei sentire la difesa.

Lidano Grassucci
Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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