infrastrutture Lazio

Milioni e milioni di euro a disposizione. Da spendere per nuove strade, autostrade, linee ferroviarie.

Fondi per migliorare e ammodernare ogni Regione d’Italia.

Ma non il Lazio, che è stato escluso dai finanziamenti del Comitato interministeriale per la programmazione economica.

La motivazione potrebbe essere accidentale o ragionata a tavolino.

Mentre, però, si cerca un perché si dimentica che investire significa crescere, costruire garantire sicurezza.

A maggior ragione se si parla di un territorio letteralmente straziato da eventi meteorologici. Omissioni e dimenticanze tradotte in vite umane.

Il Cipe ha perso una grande occasione – ha dichiarato Fabio Turco, segretario generale della Filca-Cisl – Siamo delusi e preoccupati. Il Lazio continuerà l’emorragia di posti di lavoro in edilizia”.

Diverse le opere lasciate incompiute o ancora da realizzare.

Basti pensare alla Orte-Civitavecchia, alla Civitavecchia-Cecina, alla statale dei Monti Lepini, e soprattutto alla Roma-Latina, ossia la Pontina, teatro quotidianamente di incidenti o di voragini.

Poi ancora l’adeguamento della Salaria nel reatino e il potenziamento dei treni sulla linea Roma-Napoli. Tratta che i pendolari percorrono tra ritardi, cancellazioni, vagoni trasformati in saune naturali.

“Si tratta di interventi indispensabili che hanno visto sparire 50mila addetti, l’equivalente di una città come Nettuno – ha concluso Turco – Riteniamo l’esclusione grave e inaccettabile. Il Governo ha il dovere di rimediare a tale decisione, che sa di beffa”.

Stupore e rammarico traspare dalle parole, inoltre, del consigliere di Forza Italia, Giuseppe Simeone: “Chiedo un’immediata presa di posizione della Regione Lazio, che non può assistere passivamente al de-potenziamento della propria rete infrastrutturale. I cantieri per il corridoio intermodale, tra cui la Cisterna-Valmontone, hanno bisogno di un’accelerazione”.