domenica 25 Settembre 2022

Le infrastrutture del Lazio snobbate dal Cipe, sviluppo bloccato

Milioni e milioni di euro a disposizione. Da spendere per nuove strade, autostrade, linee ferroviarie.

Fondi per migliorare e ammodernare ogni Regione d’Italia.

Ma non il Lazio, che è stato escluso dai finanziamenti del Comitato interministeriale per la programmazione economica.

La motivazione potrebbe essere accidentale o ragionata a tavolino.

Mentre, però, si cerca un perché si dimentica che investire significa crescere, costruire garantire sicurezza.

A maggior ragione se si parla di un territorio letteralmente straziato da eventi meteorologici. Omissioni e dimenticanze tradotte in vite umane.

Il Cipe ha perso una grande occasione – ha dichiarato Fabio Turco, segretario generale della Filca-Cisl – Siamo delusi e preoccupati. Il Lazio continuerà l’emorragia di posti di lavoro in edilizia”.

Diverse le opere lasciate incompiute o ancora da realizzare.

Basti pensare alla Orte-Civitavecchia, alla Civitavecchia-Cecina, alla statale dei Monti Lepini, e soprattutto alla Roma-Latina, ossia la Pontina, teatro quotidianamente di incidenti o di voragini.

Poi ancora l’adeguamento della Salaria nel reatino e il potenziamento dei treni sulla linea Roma-Napoli. Tratta che i pendolari percorrono tra ritardi, cancellazioni, vagoni trasformati in saune naturali.

“Si tratta di interventi indispensabili che hanno visto sparire 50mila addetti, l’equivalente di una città come Nettuno – ha concluso Turco – Riteniamo l’esclusione grave e inaccettabile. Il Governo ha il dovere di rimediare a tale decisione, che sa di beffa”.

Stupore e rammarico traspare dalle parole, inoltre, del consigliere di Forza Italia, Giuseppe Simeone: “Chiedo un’immediata presa di posizione della Regione Lazio, che non può assistere passivamente al de-potenziamento della propria rete infrastrutturale. I cantieri per il corridoio intermodale, tra cui la Cisterna-Valmontone, hanno bisogno di un’accelerazione”.

Francesca De Meo
Laureata in Letteratura, scrittura, editoria all'Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha fin da piccola coltivato il sogno di fare del giornalismo una professione seria e attenta alle dinamiche della società.

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