Roberta-Lombardi
Roberta Lombardi

Roberta Lombardi, consigliere regionale del movimento 5 Stelle in consiglio regionale del Lazio torna all’attacco sul futuro dei pentastellati.

La principale fautrice dell’accordo con il Pd, nell’ottica di entrare a far parte della maggioranza che guida la regione Lazio, sembra aver ingranato la retromarcia.

O meglio sembra abbia inserito il freno a mano dopo il risultato deludente delle regionali in Umbria.

Un passo indietro indotto anche a fronte della posizione di Zingaretti che sull’intesa con i 5 Stelle sa di giocarsi il futuro e non solo nel Lazio.

In una lunga lettera pubblicata da Il Fatto Quotidiano, in cui la Lombardi cita anche la favola della “Bella Addormentata nel bosco” riferendosi al Governo, ammette che il movimento non ha nulla da perdere ma ha smarrito la sua identità e deve ritrovarla se non vuole scomparire.

“Non facciamo giravolte in nome di dubbie convenienze elettorali. La storia di questi ultimi
due anni dimostra che quando si e’ pensato – spiega la Lombardi riferendosi al caso Emilia Romagna – con schemi mentali prudenti e di convenienza, in un cerchiobottismo infinito e nauseante, gli elettori ti puniscono, perche’ non si fidano più di te, perchè non ti riconoscono più come un innovatore con le idee chiare”.

Passaggio che non fa una piega se non fosse che nel Lazio la perdita di consensi e lo spiraglio di diventare forza di governo regionale avevano spinto proprio l’ex candidato presidente ad intessere la tela dell’intesa con Zingaretti.

I risultato?

Il movimento in consiglio regionale si è frantumato e spaccato.

I dissidenti, guidati da Barillari, hanno preso le distanze in nome di un movimento che si sarebbe sciolto, dal punto di vista identitario, proprio a causa di questa fusione a freddo con il Pd.

Proprio r, seguito da altri consiglieri regionali del Lazio, aveva puntato il dito sul fatto che i 5 Stelle non possono e non devono perdersi appiattendosi su posizioni altre al fine di non deludere i cittadini che li hanno votati e disperdere un consenso che proprio a causa di questi accordi capestri sta finendo sotto il tappeto.

Ora la Lombardi sembra averci ripensato, ma in fondo era accaduto anche con la realizzazione della Roma – Latina.

Sarebbe interessante comprendere poi cosa ne pensa la Lombardi del possibile accordo con il sindaco Coletta per le amministrative di Latina nel 2021 e se, soprattutto, anche in questo caso sarà ascoltato il territorio.