Se era parlato per settimane e a molti sembrava una barzelletta ma alla fine la tassa sulla pipì è diventata realtà.

La norma è contenuta nel testo unico del commercio, comma 6 dell’articolo 75, approvato in questi giorni in consiglio regionale.

In sostanza la Regione va a colmare un vuoto legislativo stabilendo la possibilità per i bar e i ristoranti del Lazio di far pagare a chi non è cliente l’accesso alla toilette.

Saranno comunque esentati dal pagamento del balzello donne incinta e persone con disabilità.

In realtà molti esercizi commerciali utilizzavano già questa pratica senza comunicarlo ai clienti, altri, onde evitare che a fronte di una mancata consumazione si consumasse il bagno, apponevano cartelli con la scritta “guasto” per poi dare accesso al bagno solo ai clienti.

Il comma del testo unico non ha manato di sollevare qualche polemica.

I consiglieri regionali, che su questo passaggio sono riusciti ad incartare per ore la discussione in aula, si sono affrettati a spiegare che si tratta di una norma di buon senso, mirata al rispetto del cliente e alla trasparenza considerato che chi intende applicare la tassa per l’uso del bagno dovrà comunicarlo in modo chiaro, con tanto di cartello esposto, ai clienti.

Se gli esercenti, infatti, si sono detti favorevoli gli utenti hanno storto il naso.

Il motivo è legato all’assenza, spesso, di valide alternative. Non esistono bagni pubblici in molti Comuni del Lazio e quei pochi che ci sono sono privi di decenza sotto il profilo della pulizia.

C’è poi l’aspetto fiscale che nel comma non è normato lasciando alla libera interpretazione la vicenda.

Il costo aggiuntivo, ad esempio, sarà inserito negli scontrini e quindi soggetto ad Iva?

Al momento non è dato saperlo.

Insomma l’ennesimo pasticciaccio che non mancherà di essere rivisto e corretto magari con il cosiddetto collegato al bilancio che nella regione a traino Zingaretti è diventata l’opera omnia degli azzeccagarbugli.

Per i cittadini che avranno esigenze impellenti le priorità sono tre, controllare che gli avvisi a caratteri cubitali siano esposti, ed onde evitare fraintendimenti chiedere prima di accedere alla toilette, o fare uno sforzo in più e tenersela.