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Oggi è la giornata internazionale della donna. Un momento di riflessione ancora nel 2019, quando le colleghe guadagnano rispetto agli uomini nel Lazio 6600 euro in meno l’anno. E Latina segue perfettamente questa tendenza.

Il divario solo apparentemente inferiore a quello del 2013 (7100 euro il gap) perché frutto di una diminuzione dei salari della componente maschile e non di un effettivo miglioramento dei livelli retributivi femminili.

Questi sono alcuni dati elaborati dalla Uil del Lazio e dall’Eures proprio in occasione dell’8 marzo.

Le retribuzioni delle lavoratrici del Lazio corrispondono mediamente al 73,3% delle retribuzioni degli uomini con scarti maggiori tra gli over 65enni, i cui compensi femminili raggiungono un valore pari ad appena il 61,6% delle retribuzioni maschili (in termini assoluti i compensi medi annui relativi al 2017 si attestano rispettivamente a 20,6 e a 12,7 mila euro).

Differenza retributiva dovuta anche alla maggiore diffusione tra le donne di lavoro part-time, che nel 2017 coinvolge il 43,7% delle lavoratrici della regione, a fronte di una percentuale pari ad “appena” il 21% per gli uomini.

A livello territoriale è interessante osservare come solo la città metropolitana di Roma registri un ammontare medio annuo dei compensi superiore alla media regionale, con un valore pari a 23.100 mila euro nel 2017 (26mila euro per gli uomini e 19.300 euro per le donne), seguita dalle province del Sud del Lazio (Frosinone con 18,6 mila euro – 21,4 mila euro per gli uomini e 13,5 mila euro per le donne – e Latina con 17,2 mila euro – 19,9 mila per gli uomini e 13,3 mila euro per le donne), da Viterbo con compensi medi pari a 22 mila euro (19,7 mila euro per gli uomini e 12,2 mila euro per le donne) e infine da Rieti, con retribuzioni medie pari ad “appena” 15,2 mila euro (rispettivamente 17,5 e 12,5 mila euro).

Il confronto di genere mostra come in termini assoluti Rieti registri lo scarto retributivo minore, con un gender gap pari a 5100 euro, a fronte di valori pressoché analoghi alla media regionale a Latina e Roma (rispettivamente 6,6 e 6,7 mila euro) e a differenziali decisamente più significativi a Viterbo (7,4 mila euro) e a Frosinone (7,9 mila euro).

In termini relativi si osserva invece come nel territorio metropolitano di Roma i compensi medi percepiti dalle lavoratrici siano pari a circa i tre quarti di quelli dei lavoratori (74,3%), un valore pressoché analogo al dato medio regionale, scendendo tale percentuale al 70,9% a Rieti, al 66,9% a Latina, al 63,3% a Frosinone e al 62,3% a Viterbo.

“E’ chiaro – ha detto il Luigi Garullo, della Uil Latina – che ancora sono poche le donne che lavorano nei settori maggiormente retribuiti. Pochi sono inoltre a Latina i servizi per conciliare il lavoro con gli impegni familiari e questo non consente alle donne di crescere adeguatamente”.

Dati dai quali bisogna ripartire, lavorare, perché l’8 marzo 2020, possano essere migliori. Potrebbe essere questo l’obiettivo per la giornata della donna, lavorare tutto l’anno (tutti insieme, uomini e donne), e fare il punto dei passi avanti ogni 8 marzo.

Nel lavoro, nella vita privata con la diminuzione dei casi di stalking e femminicidi, nel raggiungimento di una parità purtroppo ancora lontana. È questo l’augurio a tutte le donne, già ora, per il prossimo anno.