sabato 26 Novembre 2022

Le Camere di Commercio di tutta Italia unite contro la Riforma. Ma Latina è ancora senza una guida

Le Rappresentanze Sindacali Unitarie di 58 Camere di Commercio in tutta Italia, compresa Latina, e di Unioncamere Lazio e Unioncamere Toscana hanno firmato una lettera inviata al Governo, al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, al Ministro per lo Sviluppo Economico, ai Parlamentari, alle Associazioni Di Categoria e alla stampa per ribadire il no alla Riforma delle Camere di Commercio.

“La riforma delle Camere di Commercio che il Governo vuole chiudere in questi giorni estivi – si legge nella lettera -, è un danno per le imprese italiane, per i professionisti e per i lavoratori del sistema camerale, che dispongono di professionalità uniche nel sistema della pubblica amministrazione italiana”.

“In un periodo storico-economico in cui è necessario potenziare gli strumenti a supporto del mondo del lavoro, e quindi potenziare le Camere di Commercio, il Governo vuole ridurle a enti burocratici che non saranno più in grado di offrire servizi moderni alle aziende italiane. Ma la strada di riforma della pubblica amministrazione deve essere lastricata di innovazione, non di riduzione delle Camere di Commercio, dei servizi alle imprese, dei dipendenti”.

In realtà la Camera di Commercio di Latina è ancora in attesa di un Commissario da aprile, da quando il Presidente Zottola è stato sfiduciato da 14 membri su 27 del Consiglio. La nomina dipende dalla Regione Lazio che però, in quattro mesi, ancora non ha restituito all’ente camerale pontino la sua piena funzione nei confronti delle imprese e delle istituzioni.

Si è fatto il nome Mauro Zappia, Responsabile del Dipartimento di Ragioneria Generale dello Stato presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma non c’è ancora alcuna ufficialità sulla nomina.

Intanto il Governo sta per cambiare tutto e Latina, senza una guida, rischi di rimanere ulteriormente indietro nell’ambito di questa riforma che, a detta dei diretti interessati “non crea altro che disservizi al sistema imprenditoriale, e chiediamo di riscriverlo, focalizzando su innovazione, ampliamento di servizi, mantenimento del personale e delle sedi territoriali”.

CORRELATI

spot_img
spot_img