venerdì 20 Maggio 2022

Nel Lazio gli operatori sanitari delle ambulanze costretti a pagarsi i tamponi

Dipendenti delle ambulanza costretti a pagare per sottoporsi a tampone.

Ebbene si. Questa è la paradossale situazione che vivono i dipendenti di Heart Life (l’azienda che supporta Ares nel servizio delle ambulanze), autisti e medici, che combattono giornalmente, ed in prima linea, la propria battaglia contro il covid 19.

Un situazione figlia, probabilmente, di una scarsa elasticità dei vertici dell’azienda, che opera per la regione Lazio su tutto il territorio regionale.

Succede, quindi, che quando un dipendente ‘scopre’ che un collega, col quale ha lavorato fianco a fianco, nello stesso turno, magari per giorni, è positivo al covid, per effettuare un tampone ‘gratuito’ di controllo deve recarsi a Roma, in sede. Ora, per coloro che lavorano in provincia quasi quasi. Ma immaginate cosa deve fare un dipendente di Viterbo, oppure di Scauri, ma anche di Latina, Terracina o Gaeta… Tra trasporti e giornata persa, conviene andare a farsi il tampone a proprie spese.

Una situazione che è stata più volte sottoposta ai vertici aziendali e regionali, anche dalle organizzazioni sindacali. Staremo a vedere.

Per altro, nel momento in cui si scopre di essere stati a contatto con un positivo, gli operatori non vengono mesi in isolamento. No. Devono farsi il tampone e, se negativo, tornano in servizio.

Insomma, loro pensano, dall’inizio dell’emergenza, alla nostra incolumità, ma chi pensa alla loro?

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