di Redazione – In un anno di governo Zingaretti il Consiglio regionale ha lavorato 37 giorni, che salgono a 68 giornate lavorative per i consiglieri se si contano anche gli impegni nelle varie Commissioni. Questi sono i dati elaborati da Uil di Roma e Lazio, in collaborazione con l’Eures, che ricorda come un cittadino medio lavori almeno 235 giorni l’anno.
Questi dati rendono assolutamente vano il progetto di riduzione dei costi della politica che il governatore Zingaretti cerca di attuare perché, come spiega il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri “11 mila euro mensili percepiti dai consiglieri per 37 giornate di lavoro in un anno, sono uno schiaffo ai tantissimi lavoratori che a stento, nonostante i sacrifici, riescono ad arrivare alla fine del mese e rappresentano un ulteriore spreco della politica da rivedere immediatamente. Non è un caso infatti che, nonostante i circa 16 milioni di risparmio dell’ultimo anno, il Lazio rimanga ancora oggi la regione più costosa d’Italia”.
Nello specifico – si legge nella nota del sindacato – “sono 811 gli atti consiliari prodotti dall’attuale legislatura (erano 972 con la giunta Polverini), che registra rispetto alla precedente un maggiore indice di efficienza, con il 29,1% di approvazioni, a fronte del 22,3% del primo anno Polverini, rilevando in particolare una maggiore produzione legislativa (19 leggi promulgate contro le 15 della precedente consiliatura) e un numero molto più elevato di risoluzioni (20, a fronte delle 8 precedenti)”.





