giovedì 2 Dicembre 2021

Lazio, 2 milioni in arrivo dalla Regione per le famiglie più vulnerabili

La Regione Lazio ha stanziato 2 milioni di euro per le famiglie più vulnerabili. Con questa somma saranno finanziati percorsi di assistenza alle donne in gravidanza e ai neogenitori, e di contrasto alla dispersione scolastica. A portarli avanti saranno i Centri per la famiglia tra il 2022 e 2023. Con il finanziamento inoltre saranno attivati 12 nuovi Centri che andranno ad ampliare e rafforzare la rete dei servizi su tutto il territorio.

Diverse le tipologie di intervento messi in campo tra cui percorsi di orientamento, ascolto e accoglienza; sportelli di mediazione linguistica e culturale per le famiglie migranti e promozione dell’apprendimento dei più piccoli, come ad esempio il doposcuola per contrastare il fenomeno della dispersione.

Verranno anche incentivati interventi volti alla prevenzione del maltrattamento e di contrasto al disagio di bambini e ragazzi. I nuovi 12 centri, finanziati dalla Regione, saranno individuati con un avviso riservato ai distretti sociosanitari e ai Municipi di Roma Capitale.

“Con questo atto andiamo a promuovere il modello regionale dei Centri per la famiglia che risulta essere un punto di riferimento territoriale per i nuclei familiari, che possono essere accolti e ascoltati da personale qualificato in grado di offrire informazioni e orientamento ai vari servizi – ha commentato l’assessore alle Politiche Sociali Welfare, Beni Comuni e ASP Alessandra Troncarelli -. Siamo consapevoli che la pandemia ha acuito le vulnerabilità già presenti ed è per questo che abbiamo deciso di intervenire per non lasciare indietro nessuno e fare in modo che la ripartenza possa riguardare tutti i cittadini del Lazio, a partire dalle famiglie e dai minori.

Con lo stanziamento e la programmazione di queste risorse – ha concluso Troncarelli – vogliamo da un lato consolidare i centri già attivati sul territorio regionale, rimodulando le prestazioni offerte per rispondere agli insorgenti bisogni e necessità, dall’altro ampliare la rete dei centri, garantendone una distribuzione quanto più possibile uniforme sul territorio e consentire universalità ed equità di accesso ai servizi”.

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