giovedì 29 Settembre 2022

Lavori stradali a Sabaudia, la sindaca Gervasi annuncia i cantieri

Il centro di Sabaudia si rinnova. Il sindaco Giada Gervasi fa sapere che i lavori per rendere la città più sostenibile, con meno barriere architettoniche e messa in sicurezza di strade e alberature, per una spesa di 250mila euro.
La giunta Gervasi, alcuni mesi fa, aveva già approvato la spesa di 260mila euro, finanziamenti ministeriali nell’ambito del “Contributo per lo sviluppo territoriale sostenibile”, per lavori di viabilità e messa a nuovo di due passaggi pedonali nell’anello urbano. Nel dettaglio il progetto che prevedeva la realizzazione del marciapiede di via Principe Amedeo, la manutenzione del marciapiede di via Conte Verde e la realizzazione della pista ciclabile in via Conte Rosso, dava inizio agli interventi già nel dicembre scorso.
Riguardo la ciclabile, la prima cittadina sabaudiana Giada Gervasi aveva già annunciato un vasto piano, “Ciclovie del Mare” per realizzare una rete di strade da percorrere in bici per collegare i maggiori punti di interesse della città, lavori che hanno avuto il via lo scorso 4 febbraio.
Ma i lavori avviati non sono finiti, anzi questi sono solo alcuni dei cantieri in augurati. A Sabaudia è iniziata anche la messa in opera dei marciapiedi ricadenti sull’asse viario principale di Borgo San Donato, caratterizzato da una ampia sede stradale con marciapiedi distrutti e dissestati dalle radici sporgenti dei pini: le alberature e gli stessi marciapiedi verranno messi in sicurezza per ristabilire il transito pedonale e automobilistico sulla Migliara 47.
L’intervento sulle radici sarà innovativo perché le radici, dopo uno scavo ad aria compressa e saranno trattate con una “bio-barriera” in foglio di rame per orientare la crescita della radice verso il basso, così da mantenere, nel tempo, le condizioni di stabilità necessarie per ridurre il pericolo di caduta delle alberature. Mentre altri pini saranno abbattuti, poiché troppo pericolosi, ma saranno rimpiazzati da essenze diverse come il leccio, essenza autoctona già presente nel borgo e nel territorio, più resistenti e, quindi, più sicure in un ambito urbano e antropizzato.

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