“Continuare a prenotare le donazioni di sangue intero, senza perdere di vista l’importanza del plasma”.

È l’invito che lancia l’Avis comunale Cisterna di Latina, a seguito della buona risposta in questo periodo dei donatori agli appelli per garantire scorte sufficienti a contrastare l’emergenza Coronavirus“.

Se dal punto di vista dei globuli rossi la situazione, al momento, risulta abbastanza sotto controllo, l’Avis di Cisterna di Latina punta l’attenzione sul plasma.

“In questo periodo, per ovvie ragioni, si è data la precedenza al sangue, per far sì che i pazienti talassemici o leucemici potessero vedersi garantite le trasfusioni di cui hanno bisogno. Tuttavia, è bene ricordare che il Plasma continua a rappresentare un prodotto preziosissimo per la produzione di farmaci salvavita”.

Fondamentale è prenotare la donazione. Sapere quando presentarsi nel punto di raccolta Avis Comunale di Cisterna di Latina è importante per evitare assembramenti e permettere allo stesso personale sanitario di poter seguire meglio ogni donatore. E questo riguarda, ovviamente, anche il plasma.

“In Italia la donazione di sangue e plasma, che è una risorsa strategica, non viene remunerata – ricorda l’Avias di Cisterna di Latina – e durante tutti gli step della lavorazione nel nostro Paese la proprietà rimane esclusivamente delle Regioni: quindi in Italia non esiste remunerazione per alcun tipo di donazione e il Plasma non viene mai venduto dalle Regioni alle aziende che lo frazionano, cioè che lo separano nei vari componenti che diventano poi dei farmaci (i medicinali plasmaderivati). Da noi in Italia si è sempre lavorato perché questa risorsa venga resa disponibile secondo criteri etici e improntati alla solidarietà“.

L’Avis comunale Cisterna di Latina da sempre difende il fondamentale ruolo dei donatori, quale caposaldo per una donazione etica, volontaria, generosa, non remunerata e senza la quale non sarebbe possibile curare i pazienti che necessitano di trasfusioni o farmaci plasmaderivati.

“Essere un donatore associato significa essere una persona informata e preparata su quella che potremmo definire la filiera trasfusionale. Il donatore sa che il suo plasma viene raccolto in forma anonima e gratuita ed è a disposizione del sistema sanitario come bene pubblico. In quest’ottica il coinvolgimento delle aziende farmaceutiche non si configura come un’appropriazione di un bene a fine di lucro; la titolarità del plasma è pubblica, così come è pubblica quella dei farmaci che se ne ricavano”.